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Caltanissetta

Caltanissetta, «la "rivoluzione" continua, ma per dare migliori servizi ai cittadini»

Di Giuseppe Scibetta

CALTANISSETTA - «Stiamo avviando la “rivoluzione” all’interno di Palazzo del Carmine, che verrà messa in atto con la rotazione dei dipendenti che verranno adibiti ad altri servizi rispetto a quelli di cui si sono occupati negli ultimi 30 anni»: è quanto hanno annunciato ieri il sindaco Giovanni Ruvolo e l’assessore alle Risorse umane Felice Dierna che - in presenza della segretaria generale dell’ente Rossana Manno e del dirigente dei Servizi finanziari Claudio Bennardo - hanno illustrato i contenuti della delibera adottata giovedì con la quale viene disposto il trasferimento ad altri uffici (entro i prossimi 15 giorni) di 66 dipendenti, mentre un altro gruppo di impiegati cambierà mansioni all’inizio del nuovo anno.

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Con questo primo provvedimento sono stati creati due nuovi uffici: Turismo e Randagismo (responsabili, rispettivamente, Maurizio Salvaggio e Vito Di Palma). Dopo il “rimpasto” delle competenze ai dirigenti comunali (Angela Polizzi, Irma Marchese, Claudio Bennardo, Giuseppe Tomasella, Diego Peruga e Giuseppe Intilla; a breve sarà pubblicato il bando per la copertura della settima dirigenza), da ottobre la rotazione delle mansioni riguarderà i dipendenti con altre qualifiche, che per le prime sei-otto settimane saranno affiancati dai colleghi che sono ancora adibiti ai servizi attuali. Nel frattempo è in corso l’avviso per l’assegnazione delle posizioni organizzative, che da 9 sono state portate a 15, delle quali 12 saranno attribuite già entro ottobre e 3 nel 2018.

«Al Comune di Caltanissetta non era stata sino ad ora attuata la legge Brunetta che obbliga la rotazione del personale e neanche il decreto Cantone che prevede il trasferimento dei dipendenti per prevenire la corruzione - hanno detto Ruvolo e Dierna - adesso si cambia “registro”. Non l’abbiamo potuto fare prima perché in questi tre anni sono cambiati diversi dirigenti municipali. Nel frattempo però abbiamo preso atto della esigenze dei dipendenti e della necessità di migliorare i servizi, soprattutto quelli destinati al pubblico. Abbiamo anche dovuto tener conto dell’esiguo numero di dipendenti in servizio (405 sui 743 previsti in pianta organica, 48 dei quali nei prossimi mesi saranno collocati in pensione) e della loro età media (57 anni). Abbiamo rivolto l’attenzione ai precari (che dal’1 gennaio passeranno da 32 a 36 ore settimanali) e soprattutto stiamo introducendo il sistema della meritocrazia, in conseguenza della quale le somme destinate alla premialità non andrà solo ai dirigenti, ma coinvolgerà anche tutti gli altri dipendenti che lavorano con serietà».

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