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Nuovo Dpcm, ecco le richieste della Sicilia: confronto aperto tra Regioni e governo

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Nuovo Dpcm, ecco le richieste della Sicilia: confronto aperto tra Regioni e governo

Di Redazione

PALERMO - «È appena finita la riunione delle Regioni italiane con il Governo, i Comuni e le Province. C'è una condivisione di fondo tra tutti i livelli amministrativi dello Stato: la drammatica situazione che in tutta Europa sta condizionando la vita di milioni di persone. La nostra posizione è uniforme a quella di tutte le Regioni italiane. Due le priorità che poniamo: la riduzione della mobilità e l’adozione di piani terapeutici/farmacologici per l’assistenza al domicilio, limitando così la pressione sugli ospedali». Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che ha partecipato all’incontro insieme con l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. 

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Proseguirà domani il confronto tra le Regioni, gli Enti locali e il governo sul testo del nuovo Dpcm «che, speriamo, stavolta sia davvero condiviso. Vedo un crescente allarme sociale e di questo dobbiamo essere tutti consapevoli. Scelte forti ma non chiare diventano per i cittadini difficili da accettare. Non ci possiamo permettere errori», ha detto  il governatore che ha partecipato all’incontro di stamane con i ministri, le Regioni, i Comuni e le Province, insieme all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. 

In questo senso il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della riunione con Regioni, Anci e Upi, ha detto agli interlocutori: «In queste 48 ore costruiamo insieme il dpcm su due orizzonti, misure nazionali e misure territoriali».

Entro 48 ore quindi sarà emanato un nuovo Dpcm che dovrebbe contenere misure condivise da tutti. Dal canto suo, il ministro delle Autonomie Francesco Boccia ha fatto capire che alcune misure scatteranno automaticamente:  «Il documento dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e il sistema di monitoraggio che abbiamo condiviso con scienziati e Regioni - ha spiegato - ha una serie di ipotesi che devono scattare automaticamente. Se un Rt (indice di contagiosità, ndr) supera un certo livello .- oggi ci sono 11 Regioni oltre 1,5 e 2 regioni oltre 2 -, allora alcune misure già previste dal piano che abbiamo condiviso e aggiornato
insieme devono scattare in automatico».

I sindaci, nel corso dell’incontro tra ministri, Regioni ed Enti locali, avrebbero chiesto, a quanto si apprende, che le chiusure siano pianificate in maniera chiara sulla base del rischio, così come era previsto nel documento del Comitato tecnico scientifico condiviso da Governo e Regioni: quel documento individuava i diversi livelli dell’indice Rt in cui dovevano scattare le diverse restrizioni - dalla dad a scuola, alla riduzione degli orari delle attività economiche -. In questo modo - avrebbe spiegato il presidente dell’Anci Antonio Decaro - i cittadini sono coinvolti in un percorso trasparente e rispettano le restrizioni: indice Rt
sale, scattano le limitazioni, indice Rt scende, si allentano. 

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