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Acireale, l’ospedale diventa Covid solo in base alle esigenze: salvi i servizi essenziali

Cronaca

Acireale, l'ospedale diventa Covid solo in base alle esigenze: salvi i servizi essenziali

Di Angela Seminara
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L’incontro, infatti, si è svolto nel salone attiguo al Santuario di Loreto di Acireale, in cui erano presenti oltre al vescovo, l’assessore regionale alla Sanità Razza, i vertici dell’Asp insieme all’infettivologo Bruno Cacopardo, il primario della Medicina generale dott Giovanni Rapisarda, il commissario per l’emergenza Covid, Pino Liberti, i deputati regionali Nicola D’agostino e Angela Foti e i 10 sindaci del Distretto sanitario 14, con in testa il primo cittadino acese Stefano Alì.

Nel corso dell’incontro le parti dopo aver riconosciuto le manchevolezze nella comunicazione avvenuta nei giorni scorsi, si sono concentrati sugli aspetti tecnici, logistici e del personale in forza, fondamentali per la conversione del nosocomio, la cui organizzazione rimane al momento così come aveva annunciato il nostro quotidiano e la delibera dell’Asp di Catania. Resterebbero attivi: il Pronto Soccorso, dotato di una seconda Tac, i reparti di Nefrologia, Odontoiatria speciale, Neuropsichiatria e Gastroenterologia, dotati di percorsi puliti, mentre sarebbero trasferiti nella sede del Distretto sanitario di Via Martinez i rimanenti ambulatori. La conversione come annunciato dall’Asp avverrà in modalità progressiva ed in base alla richiesta di posti letto. I 10 sindaci presenti hanno chiesto all’Amministrazione regionale di salvaguardare il nosocomio acese, evitando una integrale conversione per pazienti Covid, che rischierebbe di penalizzare un comprensorio di oltre 200 mila abitanti. Le richieste, condivise dalla deputazione, sono inerenti alla conferma del Pronto soccorso (già annunciata dal presidente della Regione lo scorso lunedì). Verrà invece vagliata la piena funzionalità del “Punto nascita” in sicurezza, anche a fronte della verifica del personale sanitario del nosocomio acese che verrà ritenuto inutilizzabile in ambito Covid.

Il primo a lasciare la riunione è stato il vescovo di Acireale mons Raspanti visibilmente preoccupato dal quadro illustrato dal prof. Bruno Cacopardo in merito alla situazione epidemiologica. «Ho sentito i tecnici e soprattutto il prof. Cacopardo - ha detto il vescovo - la curva epidemica è tremenda, ci lascia tutti senza fiato, perché la crescita dei contagi è esponenziale. L’incontro ha avuto risvolti soprattutto di natura tecnica e logistica e ha registrato la ritrovata sintonia con i sindaci. Se altre decisioni ci saranno, spettano all’assessore».

«Una riunione molto costruttiva – ha dichiarato il deputato regionale Nicola D’Agostino – Un grazie al vescovo Raspanti che ha promosso l’incontro e all’assessore Razza per averlo condotto con intelligenza. Adesso tutti hanno compreso le ragioni tecniche che hanno indotto l’Asp di Catania alla scelta di conversione».

«Era importante riaprire un dialogo e questo è avvenuto - ha dichiarato il sindaco Alì - . Abbiamo ribadito di evitare una conversione integrale dell’ospedale di Acireale a struttura Covid e, dunque, sollecitato la conferma di alcuni reparti nonché la salvaguardia del “punto nascite” in assoluta sicurezza. Nei prossimi giorni si tornerà a discutere dell’argomento, dopo che l’assessorato alla Salute e l’Asp potranno approfondire le richieste che giungono dal territorio».

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