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Messina

Turismo, "effetto G7" su Taormina: italiani in calo ma boom di stranieri

Di Mauro Romano

TAORMINA - Non sventola il tricolore nel borsino delle presenze a Taormina, la “capitale” siciliana del turismo, ma lta stagione va comunque avanti a buon ritmo grazie agli arrivi internazionali. «Abbiamo ricevuto dai servizi turistici - riferisce il presidente dell'associazione direttori d'albergo, Piero Benigni, che coordina lo splendido hotel di lusso “San Pietro” - i dati dei primi sei mesi di quest'anno. Debbo sottolineare che Taormina non sta risentendo della chiusura per ristrutturazione dello storico albergo “San Domenico” e i dati complessivi sono confortanti anche se si è registrato, in precedenza, un calo degli italiani di cui si potrebbe sentire l'effetto anche nel mese di agosto».

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Con numeri alla mano che, comunque, vengono ancora dati per provvisori, Taormina nel primo semestre di quest'anno ha fatto registrare un incremento dell'8,38%. Sono stati, infatti, 425 mila 105 i pernottamenti registrati nelle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, con un’occupazione alberghiera che segna un più 32 mila 884 unità. A trainare questo flusso sono stati i mesi di gennaio, febbraio, marzo e maggio. In calo sono risultati, invece, aprile e giugno. Ma si spera sempre nel mese più caldo dell'anno. «Stiamo registrando - afferma Roberto Cardone, direttore del “Caparena” - una fase di stanca per agosto. Contiamo adesso nel last-minute, fermo restando che il nostro complesso ricettivo ha finora ben lavorato considerando pure che lo scorso anno eravamo pieni in occasione del G7».

In effetti a trainare l'incremento, stando ai dati complessivi finora in possesso, è stato il mercato straniero con 367.855 presenze nel primo semestre, pari al +15,05%. In calo, appunto, sempre nei mesi presi in considerazione, il mercato italiano che ha fatto registrare una flessione del 21,03%. A Taormina si ritiene che il calo sia stato dettato dagli esami di Stato ma è anche vero che questo appuntamento è fisso nel calendario degli italiani.

Intanto a Taormina si sta registrando un altro fenomeno che potrebbe determinare, nei prossimi anni, anche uno sconvolgimento di come trascorrere le vacanze nella città simbolo del turismo isolano. Giovanni Ficarra, presidente di Federalberghi extra ha effettuato, in questi giorni, uno studio su un settore, quello extralberghiero, Bed & Breakfast e case vacanze. Un comparto questo che sta andando in aumento esponenziale e che potrebbe presto spodestare dal trono dell'industria dell'ospitalità gli alberghi, che finora sono stati i depositari dell'accoglienza “made in Taormina”. «In questo particolare settore - sostiene Ficarra - secondo i dati dei Servizi turistici, sono 175 le attività extralberghiere regolarmente registrate: di queste, 77 hanno aperto i battenti, addirittura, nel 2018. Questo grande numero di attività rappresenta adesso 1250-1500 posti letto».

Taormina, dunque, piace agli stranieri, mentre gli italiani stanno scegliendo, probabilmente, altre destinazioni. Un trend questo che colpisce anche le manifestazioni al Teatro Antico. Qui non si hanno ancora dati concreti ma la sensazione è stata quella che le performance nell'area storica, tranne qualche evento, non hanno fatto registrare generalmente il gran pienone a cui si era abituati.

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