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Regione Siciliana, nominati direttori generali: Tozzo è nuovo ragioniere

Palermo

Regione Siciliana, nominati direttori generali: Tozzo è nuovo ragioniere

Di Maria Barresi

Catania. Non un valzer completo, ma un mezzo giro. In attesa di aggiustare scartoffie ed equilibri politici. La giunta regionale, dopo quasi sei ore di seduta, ieri sera ha sfornato le prime nomine dei dirigenti generali. Soltanto quattro, per adesso: tre ritorni di peso e una conferma. Ma nelle postazioni fra le più importanti dei vertici della burocrazia regionale, visto che, come ha detto Nello Musumeci ai suoi assessori ieri sera, «riguardano autorità di gestione, centrali di spesa che non vanno fermate».
I nomi, eccoli. Il più atteso, ormai scontato, è quello di Ignazio Tozzo: è il nuovo ragioniere generale della Regione. Stimato manager della sanità, rientra dal portone principale dopo più di tre anni da membro laico della Corte dei conti, dov’era stato designato dall’Ars nel crepuscolo dell’era di Rosario Crocetta. Adesso piace molto al governatore, ma anche all’assessore all’Economia Gaetano Armao.

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L’altro big nominato è Benny Mineo, che guiderà il dipartimento Finanze. Un cervello in fuga che ritorna, dopo aver arricchito un già fitto curriculum. Ha di recente lasciato la direzione dell’Agenzia delle Dogane, dopo aver guidato Equitalia, voluto dal M5S nonostante i trascorsi da capo di gabinetto vicario di Totò Cuffaro. Il grand commis bagherese, già dirigente regionale delle Finanze, torna al suo vecchio posto con un consenso trasversale. Che mette d’accordo persino lo stesso Armao con Gianfranco Miccichè. Anche la terza nomina di peso è un gradito ritorno: Patrizia Valenti va al vertice della delicata Formazione professionale, di cui aveva da poco l’interim dopo le dimissioni di Salvo Taormina, È dirigente dell’Autorità di audit dei programmi Ue, ma è soprattutto ex assessore alle Autonomie locali (in quota Udc) della giunta Crocetta dal 2012 al 2014.

Piace all’assessore Roberto Lagalla e ai centristi, ha una consolidata amicizia con l’ex sottosegretario Giuseppe Castiglione. La conferma è invece per un altro ex assessore crocettiano, l’evergreen Dario Cartabellotta, che resta all’Agricoltura.
Ieri la giunta ha impiegato diverse ore per approfondire un parere del Cga sui cosiddetti dirigenti di terza fascia, che avrebbero la priorità sugli altri nell’atto di interpello per gli interni. Alla Regione ce ne sono soltanto tre nominabili, fra cui l’ex deputato regionale Salvo Giuffrida. Giovedì prossimo, sbloccata l’impasse procedurale, si deciderà sul resto delle caselle. Tranne due: la Programmazione e l’Avvocatura generale. Nella prima, non avendo riscontrato profili all’altezza, s’è disposto un bando aperto agli esterni: e qui potrebbe entrare in partita Federico Lasco, dirigente all’Agenzia nazionale per la Coesione territoriale, un pallino di Palazzo d’Orléans. Per la seconda si rifarà un atto d’interpello interno con nuovi requisiti.

Fra una settimana le altre nomine. Con molte conferme, qualche limatura e un’incognita legata alla sorte di Giovanni Bologna. Il top player dei burocrati regionali, ragioniere generale uscente, vorrebbe andare alla Funzione pubblica. Dove non risulta gradito all’assessora Bernardette Grasso e a parte di Forza Italia. La soluzione potrebbe essere il Lavoro, di cui Bologna ha già l’interim dopo le tormentate dimissioni di Giovanni Vindigni. L’assessore Antonio Scavone sarebbe ben lieto di tenerselo.
Twitter: @MarioBarresi

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