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Piccitto, Ragusa e la sua eredità: «Città migliorata e non è ancora finita»

Intervista al sindaco che non si ricandiderà: «Mi sono sacrificato e i risultati si vedono: continuerà la nostra squadra»

Piccitto, Ragusa e la sua eredità: «Città migliorata e non è ancora finita»

Piccitto ha confermato le indiscrezioni trapelate sabato sera, affrontando a tutto tondo le principali tematiche sul M5s ragusano e tracciando un primo bilancio sul suo mandato. “Fare il sindaco è stato per me un privilegio, qualcosa che porterò dentro per sempre. Un’esperienza straordinaria dal punto di vista umano, fatta di momenti felici e soddisfacenti ma anche complicati e duri. Un’esperienza che mi ha messo alla prova come uomo, perché non immaginavo come sarebbe stato ricoprire questo ruolo”.

Due le linee seguite dal 2013: “Spersonalizzare il ruolo del sindaco, allontanando il cliché del deus ex machina che muove tutto, e non saldare il progetto politico del M5s alla mia figura”. “Per questo ho deciso di non apparire troppo, come spesso mi è stato rimproverato, e di non essere sempre il protagonista assoluto ma fare in modo che il Comune fosse la casa di tutti”.

Un ruolo anche difficile, spiega. “Ho dovuto scegliere se ottenere i risultati per la città o curare in maniera privilegiata il mio successo. Credo di essermi sacrificato per l’efficenza amministrativa, pagando in termini anche umani, essendo io in realtà una persona molto estroversa”.

Federico Piccitto ha sottolineato di aver sentito la responsabilità di essere arrivato a Palazzo dell’Aquila spinto da un grandissimo consenso (circa il 70 % dei votanti), legato a doppio filo da alte aspettative da soddisfare. “Noi non dovevamo fare bene, ma molto bene. Siamo stati sotto la lente di ingrandimento delle opposizioni, particolarmente spigolose nel giudicare e controllare ogni nostra mossa, crepa o tentennamento”.

Opposizioni che Piccitto ha comunque ringraziato, per aver rappresentato uno dei pungoli per fare sempre meglio. Ringraziamento anche alla stampa e a quei giornalisti “osservatori attenti di ciò che avviene in città e che hanno raccontato degli obiettivi raggiunti e dei problemi attraversati, ponendosi anche come necessaria interfaccia tra il mondo dei social e la realtà. Siamo stati infatti la prima amministrazione ad essersi dovuta confrontare anche con la piazza virtuale, mondo dai confini in via di definizione pieno di potenzialità e criticità”.

Tante le sfide affrontate, dalla nuova contabilità degli enti locali alla morsa del governo centrale, dallo smantellamento dei servizi sociali come si conoscevano alle nuove frontiere da raggiungere, tra sostenibilità ambientale e digitalizzazione. “Ci sarà tempo per tracciare un bilancio completo della mia amministrazione, posso solo dire che ho lavorato col massimo impegno in maniera onesta e disinteressata”, ha spiegato.

Non è mancato anche il passaggio sul futuro del M5s a Ragusa. Piccitto, assicurando unità di intenti e di visione, ha spiegato il motivo dell’indicazione di Massimo Iannucci come candidato a sindaco. “Un passaggio logico e razionale - ha detto - che punta a confermare il lavoro di una squadra che ha fatto molto bene, per garantirne continuità. Siamo stati una amministrazione portata ad esempio nazionale, in grado di tracciare una direzione e mettere in piedi un progetto credibile. Un’amministrazione premiata inoltre dal consenso dei cittadini che, anche alle ultime regionali, hanno confermato il M5s la prima realtà politica. Non avrebbe senso quindi un cambio di rotta, sulla base dei risultati ottenuti i ragusani vogliono che si continui in questa direzione e Massimo Iannucci rappresenta indubbiamente la locomotiva di un treno composto da tanti elementi, dagli assessori ai consiglieri agli attivisti. Il mio è quindi un discorso inclusivo che non mira a dividere ma certamente a salvare il Movimento cinque stelle ragusano dai cosiddetti ‘attacchi alla diligenza’ che una forza da un così grande consenso potrebbe invogliare a compiere”.

A proposito di unità, Piccitto ha ringraziato chi lo ha accompagnato in questi anni, compresi quei “consiglieri che non hanno abbandonato, rispettando l’impegno assunto con la città”. “Non sarò io a dire se ho fatto bene o male, rivendico tuttavia a nome di tutta la squadra alcuni obiettivi centrati, come il risanamento finanziario dell’ente e la ricucitura delle tante fratture nel tessuto cittadino e sociale. Vedo una Ragusa effervescente, con tanta voglia di fare anche dal punto di vista culturale. Da qui a maggio diverse le sfide da seguire, l’iter per la metropolitana di superficie per esempio, o l’avvio del nuovo servizio urbano di raccolta dei rifiuti che porterà il livello della differenziata agli standard europei. Una bella eredità per il prossimo sindaco”.

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