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Gaetano Armao, candidato per il Terzo Polo (Calenda-Renzi)

E' vicepresidente uscente e assessore all'Economia del Governo Musumeci, la notizia anticipata ieri dal nostro giornale 

Di Redazione |

 Gaetano Armao, assessore all’Economia e vicepresidente uscente della Regione siciliana, sarà il candidato del Terzo polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi alle Regionali in programma nell’Isola il 25 settembre. La notizia era stata anticipata da "La SIcilia" in un pezzo di Mario Barresi nell'edizione del 12 agosto.

Nel terzo polo l’operazione “sbarco in Sicilia” Armao «disponibile» a Roma, arriva Castiglione 

(Mario Barresi) «Ci stiamo provando», confessa Francesco Italia. Giovane sindaco di Siracusa col l’aplomb di un galantuomo d’altri tempi, è uno degli “antenati” di Azione in Sicilia: «Proporre un aspirante governatore e settanta candidati nelle liste all’Ars non è complicato politicamente, perché su Calenda e sul terzo polo anche in Sicilia si registra un entusiasmo che cresce di ora in ora. Non può immaginare quante telefonate e quanti messaggi sto ricevendo». Politici in rotta di riposizionamento, ma soprattutto «cittadini della società civile, del mondo dell’imprenditoria e delle professioni». Italia è nella segreteria nazionale di Azione e riveste un ruolo delicato nell’operazione “sbarco in Sicilia” dei calendiani. «Per le Politiche andiamo col vento in poppa, sulla Regione c’è qualche problema logistico: pochissimo tempo per rispettare le scadenze». Ma il sindaco è ottimista: «È una sfida talmente entusiasmante che affrontata». Comunque, ammette, «la decisione va presa nelle prossime ore». Carlo Calenda lancia lo scouting, mentre Matteo Renzi allinea le residue truppe di Italia Viva. «Con l’election day bisogna essere presenti anche alle Regionali siciliane», è l’urlo di guerra dei moderati. Del resto, a Roma c’è già da qualche giorno un certo viavai di siciliani nelle stanze terzopoliste. Martedì, ad esempio, è stato avvistato Gaetano Armao. Forte di solidi rapporti con la ministra Mariastella Gelmini, il vicepresidente forzista della Regione avrebbe manifestato grande interesse per il nuovo soggetto politico, arrivando pure a una «disponibilità» per la candidatura a governatore, con un dialogo aperto anche sul versante nazionale. Magari Armao avrà pure incrociato un’altra potenziale new entry calendiana: Giuseppe Castiglione. L’ex sottosegretario, da qualche tempo è sparito dai radar di Forza Italia, in cui fino a qualche tempo fa era data per scontata la sua candidatura all’Ars. E invece sembra sempre più probabile l’ingresso in Azione, spinto dal consolidato feeling con l’ala ministeriale ex azzurra: la stessa Gelmini, ma soprattutto Mara Carfagna. Pure Castiglione potrebbe essere, anche per la consolidata macchina elettorale condivisa con il suocero Pino Firrarello, un nome spendibile per la corsa a Palazzo d’Orlèans. Ma per l’ex alfaniano si prospetta anche un posto al plurinominale con vista su un seggio a Roma. «Riflessioni in corso», è l’unico spiffero da Bronte. Armao e Castiglione troverebbero già alcuni compagni d’avventura. Il più quotato, negli ambienti calendiani, è il deputato Giorgio Trizzino. Ex grillino con ottime referenze al Quirinale, il medico palermitano è già stato oggetto di attenzioni prima della corsa a sindaco di Palermo. Molto stimato dal leader in persona, Trizzino potrebbe essere il front runner calediano in Sicilia. Dove però c’è anche l’anima renziana dell’alleanza. Con Davide Faraone in prima linea, seppur più orientato su una linea soft per le Regionali. Il capogruppo di Italia Viva al Senato, infatti, prima del patto Renzi-Calenda, s’era mosso già con un’altra strategia: piazzare candidati nelle liste del centrodestra per l’Ars, così come già fatto nell’alleanza sottotraccia con Roberto Lagalla a Palermo. Faraone, sondato a Roma anche come possibile nome per Palazzo d’Orléans, invita i terzopolisti anche a guardare con attenzione all’eventuale corsa di Stefania Prestigiacomo nel centrodestra. Contatti in corso negli ultimi giorni. Non sarà di questa partita Fabrizio Ferrandelli. Il battagliero consigliere comunale palermitano è presidente dell’assemblea nazionale di +Europa, che ha divorziato da Azione. «I rapporti personali restano, ma le strade politiche si dividono», certifica il calendiano Italia. Proprio mentre da Roma rimbalza l’orientamento verso un eventuale governatore «di forte impronta politica». Negli scorsi giorni, comunque, il terzo polo aveva pure corteggiato altri due civici: Salvatore Lombardo, ex sindaco di Marsala e presidente nazionale dei notai, oltre ex arbitro internazionale di calcio, ma soprattutto Andrea Bartoli, altro notaio, conosciuto soprattutto come patron del Farm Cultural Park di Favara, vecchio pallino di Beppe Grillo con molta stima nel mondo grillino.  COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA