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Comuni siciliani in ginocchio e 250 sindaci minacciano le dimissioni

Si tratta di 250 primi cittadini su 391 pronti a fare un passo indietro

Di Redazione

Minacciano dimissioni in massa se non arriveranno segnali concreti 250 sindaci siciliani a conclusione dell’Assemblea Anci di Parma, nel corso della quale "sono emerse, in tutta la loro gravità, le forti criticità finanziarie e di personale ripetutamente rappresentate al Governo e al Parlamento nazionali nei mesi scorsi».

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E’ quanto si legge in una nota dell’Anci Sicilia.  «La gravità della situazione - prosegue la nota - consiste nella impossibilità di approvare i Bilanci per 250 su 391 Comuni siciliani, la cui restante parte ha già dichiarato il dissesto o è già sotto Piano di riequilibrio finanziario». Nel corso dell’assemblea è emerso che le comunità dell’Isola «sono di fronte a una crisi di sistema drammatica e così vasta che prescinde dalle questioni amministrative e gestionali e dagli orientamenti politici. E’ altresì emersa una condizione di impossibilità ad offrire servizi adeguati ai cittadini ed a realizzare investimenti specie in vista dell’attivazione delle risorse del Pnrr».

ZAMBUTO. «Il governo Musumeci esprime sostegno e condivisione nei confronti della mobilitazione dei sindaci dell’Isola e manifesta preoccupazione per il rischio di una crisi istituzionale senza precedenti, che può compromettere la tenuta sociale nei territori» ha detto l'assessore regionale alle Autonomie locali, Marco Zambuto, in relazione alla possibilità di dimissioni di massa da parte di 250 sindaci siciliani avanzata a conclusione dell'assemblea Anci a Parma, denunciando l'impossibilità di approvare i bilanci.

«Le dimissioni dei sindaci – ha aggiunto Zambuto - non sarebbero in alcun modo gestibili attraverso le ordinarie procedure di commissariamento. Non vi sono in gioco, infatti, problemi specifici di singole realtà territoriali, ma emerge una grave criticità delle autonomie locali dell’Isola rispetto alla quale è necessario intervenire con risposte di sistema capaci di incidere sulle criticità finanziarie e sulle gravi carenze di personale. Ribadiamo che, di fronte al livello di difficoltà denunciato dai primi cittadini dell’Isola, la stessa Regione, con un eventuale invio di commissari, non riuscirebbe ad affrontare il nodo della mancata approvazione dei bilanci e sarebbe costretta a prendere atto dell’inefficacia dell’attuale quadro normativo e dell’insufficienza dei meccanismi perequativi a sostegno dei territori con scarsa capacità fiscale».

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