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Politica

Vince Chinnici, ma Conte l'azzoppa subito

L’eurodeputata dem scelta come candidata governatrice con il 45% dei circa 30mila votanti. «Il campo progressista in Sicilia c’è». Ma il leader del M5S: «Prima di andare avanti il Pd faccia chiarezza»

Di Mario Barresi

Ha vinto Caterina Chinnici. Ha vinto nonostante tutto. Ha vinto in punta di piedi, come nel suo stile. Ha vinto per la forza del suo partito e per il coraggio del suo segretario regionale, ma anche per la capacità di intercettare il consenso di elettori più moderati. Ha vinto, ma rischia di essere una vittoria di Pirro visto che da Roma le mine disseminate sul campo largo esplodono già in modo così forte da far schizzare le schegge fino in Sicilia. 

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Ha vinto comunque Chinnici. Con il 44,77% sui circa 30.604 votanti, l’eurodeputata del Pd è stata scelta come candidata governatrice del campo progressista in Sicilia. La magistrata, figlia del giudice Rocco ucciso dalla mafia, ha incassato 14.552 preferenze, 13.519 sulla piattaforma SkyVote e 1.033 (più di due terzi) nei 32 gazebo. Al secondo posto la candidata del M5S, Barbara Floridia con il 31,74%, pari a 10.317 preferenze (di cui ben 10.058 online e appena 259 ai banchetti). Terzo Claudio Fava con il 23,22%, ovvero 7.547 voti (6.977 e 570).

 

 


Pochi secondi dopo la diffusione dei dati del voto online, con lo spoglio ai gazebo che la vedeva trionfante, Chinnici esce allo scoperto con una dichiarazione di temperata gioia. «Ringrazio tutte le persone che, offrendo il proprio punto di vista ed esercitando il voto, sono state protagoniste di questa esperienza collettiva di costruzione, uno spazio aperto di partecipazione del quale va dato merito al Pd e al campo progressista che su queste primarie presidenziali e sulla loro formula inedita hanno scommesso con coraggio». La vincitrice ringrazia la «comunità del Pd» e «naturalmente tutti coloro che hanno scelto di votarmi, dandomi una consegna di fiducia di cui sento forte la responsabilità e che spero di potere mettere a frutto attraverso il mio lavoro per la Sicilia, la terra che amo, e per le persone, tutte, con lo spirito di servizio alla collettività che ha sempre caratterizzato il mio impegno».

 


Per Chinnici il campo progressista in Sicilia c’è ancora. Così come per il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, artefice dell’investitura e parafulmine nelle ultime tempestose settimane. «È stato un grande momento di partecipazione. Vince Caterina e vince il Pd. Da oggi parte la sfida al centrodestra. Subito al lavoro per costruire le liste». Esulta anche il deputato regionale Nello Dipasquale: «È un risultato che scaturisce dalla forza della candidatura dell’on. Chinnici e dall’organizzazione capillare del Pd siciliano che è riuscito a farsi valere anche su un terreno nuovo, quello del voto online, sul quale non si era mai confrontato. Tutti insieme, adesso, abbiamo l’opportunità di portare il cambiamento nella nostra isola». 


Fava concede l’onore delle armi. «Complimenti e auguri» a Chinnici», rivendicando «di avere individuato nelle primarie lo strumento per sottrarre queste decisioni a un salottino romano per restituirle ai siciliani». E promette di non tirarsi indietro nonostante la sconfitta: «Daremo una mano a sfidare questa destra». A  patto che «non ci sia il tentativo di costruire ponti strategici per aprire a pezzi di questo centrodestra. Si sta dentro questo quadro se è coerente condiviso con una direzione di marcia precisa: no a contaminazioni e allargamenti verso quanto di più opaco e antico esiste nella storia politica siciliana. Saremo dentro questa battaglia se non c'è il tentativo di un trasversalismo malato». Fava ringrazia i suoi per «il lavoro straordinario svolto senza mezzi» e lancia una proposta: «Un’assemblea aperta a tutti quelli che vorranno partecipare che vorranno capire che percorso e esito dare a questa straordinaria partecipazione». 


Tutto molto bello. Persino commovente. Ma via Facebook si materializza quasi subito il gelo di Giuseppe Conte. Il leader del M5S prima rende onore alla candidata scelta e imposta da lui stesso: «Grazie Barbara: hai ottenuto un grande risultato nelle primarie in Sicilia, nonostante il Covid che ti ha trattenuto a casa, nonostante tutti gli attacchi che stiamo subendo. Grazie a tutto il Movimento 5 Stelle Sicilia per queste settimane di dedizione e partecipazione». E poi arriva l’affondo: «Uno sforzo che ora merita subito chiarezza, perché in queste settimane sono cambiate molte cose rispetto a quando è partito questo percorso. Prima di percorrere ancora la strada di un’alleanza progressista in Sicilia - ammonisce Conte - il Pd dovrà fare chiarezza sui suoi obiettivi e dire se l'agenda sociale e ambientale del M5S è la loro stessa direzione o se ormai i percorsi e i compagni di strada sono altri, in linea con gli insulti e le dichiarazioni di questi giorni. Per noi quello che succede a Roma succede a Palermo». Sul post di Conte arriva il commento di Luigi Sunseri, deputato regionale fra i candidati in pectore fino alla scelta del leader: Chinnici e i dem chiariscano «il perimetro nel quale intende muoversi. Lombardo? Lui e i suoi sono strutturali e organici al governo Musumeci e non intendiamo averci nulla a che fare».

Per  il referente siciliano Nuccio Di Paola il M5S «ha fatto un buonissimo risultato con Barbara Florida, peccato aver perso per circa tremila voti». E adesso che succede all’alleanza? «Da domani vedremo come si andrà avanti». Con un sospetto buttato addosso agli alleati dem: «Certo è un dato particolare l’iscrizione di 15mila persone in tre giorni è un dato, ribadisco, particolare».  L’unica grillina che sembra dentro il “perimetro” del campo progressista è la deputata regionale Jose Marano con l’Adnkronos: «Congratulazioni a Caterina Chinnici per il risultato ottenuto. Bello che a correre per la carica di presidente della Regione siciliana vada una donna». Ma correrà davvero con il sostegno del M5S? Nella lunga notte delle primarie azzoppate sono tutti lì a chiederselo. E in molti conoscono la risposta.
Twitter: @MarioBarresi
 

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