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Spettacoli

Rinky Tinky Jazz Orchestra, tra la rilettura delle hit di Giuni Russo e la guerra al playback

Di Salvo Pistoia

Intorno al mondo della musica, da qualche tempo è in corso un dibattito che coinvolge l'aspetto concertistico, inerente alle performances di cantanti e musicisti.

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Phil Palmer, noto produttore in tutto il mondo per le sue collaborazioni, ha suonato ovunque e con chiunque, ha emesso un verdetto, il 90% dei concerti è craccato, plastificato, in una parola "playback".

Il business musicale davanti ad investimenti, non intende pigiare il tasto pausa, lo spettacolo deve continuare a scapito di influenze, corde vocali decimate, vari malanni, innescando sospetti, ipocrisie sul reale contenuto di un concerto.

L'occasione del confronto nasce dalla seconda realizzazione prodotta da una giovane formazione, la "Rinky Tinky Jazz Orchestra", che si muove su sentieri funky soul, jazz, ricordando in vari momenti, una sezione di fiati storica, gli statunitensi "Tower of Power"

L'intenzione primaria resta la voglia di un identità sonora ben chiara e decisa - afferma il leader della band Peppe Russo - siamo legati al suono dei grandi ensemble orchestrali, la nostra è composta da 14 elementi

Sospetti, chiacchiere, atteggiamenti provinciali sulla veridicità dei live.

Per anni si è discusso sull'uso del playback in tv, luogo impossibile per una reale dimensione dal vivo della musica, se dovesse essere questa la percentuale dei concerti, è un punto di non ritorno, meglio dedicarsi ad altre arti, che non estorcere il pubblico.

"Ready for another universe", secondo vostro disco, legato agli umori di Sicilia

Vari lati della mia vita mi legano alla Sicilia, gli affetti, concerti sparsi nel territorio quando coverizzavo con un gruppo Rino Gaetano, l'ultima ispirazione riguarda Franco Battiato, abbiamo dato una nostra lettura alla canzone scritta per Giuni Russo, "Un'estate al mare", botto discografico di quel periodo, fortunatamente ha portato beneficio anche alla nostra interpretazione

Avete riletto un altro classico italiano, "Quando, Quando, Quando" di Tony Renis

Pochi mezzi ma tanta intensità in quelle annate, abbiamo pescato un archivio TV con Renis coaudiuvato da Mia Martini e Gigliola Cinquetti insieme a Pino Calvi.

Riferimenti ispirativi?

I fiati dei Tower of Power non si discutono, le formazioni che mostravano una nutrita sezione di fiati hanno suscitato interesse e fascino, "Earth, Wind&Fire", "Chicago", "Stevie Wonder", due città che hanno creato uno stile, Detroit e Philadelphia, punti inamovibili e indicativi del suono che abbiamo maturato per porgerlo al pubblico dei nostri concerti.

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