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Covid: Codogno un anno dopo - l'Rsa, 'per i nostri ospiti abbiamo combattuto'

Di Redazione

Milano, 19 feb. (Adnkronos) - "Adesso tornerà tutto come prima?". Alcuni ospiti della Rsa Fondazione Opere Pie Riunite di Codogno hanno accolto così la loro prima iniezione vaccino anti-Covid. Difficile dire se basterà questo a togliere la paura dagli occhi degli anziani che hanno affrontato la prova più grande quest'anno. Ma il 6 febbraio, con la seconda dose, si concluderà la campagna vaccinale nella residenza sociosanitaria, poche settimane prima dell'anniversario della scoperta del primo caso in Italia, proprio a Codogno, in provincia di Lodi.

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"Per loro pensare di poter vivere anche solo un altro anno è tanto. Erano entusiasti di ricevere l'iniezione", racconta la dottoressa Silvia Caviada. Ora che è (quasi) tutto finito, il bilancio dell'ultimo anno per l'Rsa è di poche luci, molto brillanti, e tanta sofferenza. "E' stato durissimo. Abbiamo fatto tanti sacrifici per i nostri pazienti, che per noi diventano quasi dei familiari. Non ci siamo mai fermati, e nemmeno arresi", rivendica tra le lacrime la caposala Elena Popescu, raccontando all'Adnkronos questi mesi, dove in tanti nella residenza si sono contagiati - compreso il direttore sanitario, Mauro Ferni - alcuni sono morti, ma altri sono anche guariti, come due centenari, che hanno sconfitto il virus tra l'incredulità di tutti.

Il tasso di mortalità del Covid, così elevato tra gli over 80, ha fatto delle Rsa italiane focolai particolarmente gravi. A Milano sono scattate inchieste della magistratura, i familiari delle vittime hanno chiesto giustizia, presentato esposti, e un giudice stabilirà esattamente cosa è successo durante la prima ondata. "La verità è che non è stato semplice affrontare il Covid19, soprattutto all'inizio. Non potevamo nemmeno fare i tamponi, non sapevamo nulla del virus e in ospedale a un certo punto non potevano nemmeno accettare i nostri malati più gravi. Ma le Rsa hanno fatto tanto e trovo ingiusto criminalizzarle", osserva Stefano Boggi, neuropsicologo della Rsa di Codogno.

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