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New York, panico e sangue nel vagone: “Pensavamo di morire”

In fondo alla carrozza, un uomo, vestito da tecnico della Mta, l’azienda dei trasporti newyorchese, ha fatto esplodere una granata fumogena e poi ha cominciato a sparare ferendo, in modo non grave, 29 persone

Di Ugo Caltagirone |

Intrappolati in un vagone affollato della metropolitana nell’ora di punta. A bordo, alle 8,30 del mattino, almeno una cinquantina di persone dirette a sud di Brooklyn, per lo più pendolari e ragazzi che vanno scuola, tra loro anche qualche bambino. Pochi istanti che sono sembrati un secolo nel racconto di chi era lì. E all’inizio non ha notato nulla di strano in quell'uomo, in fondo alla carrozza vestito da tecnico della Mta, l’azienda dei trasporti newyorchese. Fino a quanto non ha indossato una maschera antigas, facendo esplodere una granata fumogena e cominciando a sparare all’impazzata. Nessuna via di fuga: il treno della linea N, la Broadway Express, quello che dal cuore di Manhattan porta a Coney Island, è in corsa, e le porte tra uno scompartimento e l’altro bloccate. 

«Per fortuna che il tragitto dalla 25ma alla 36ma strada, nell’area di Sunset Park, dura solo una manciata di minuti», spiega un testimone. Ma gli occhi di chi c'era raccontano il terrore di quegli attimi interminabili. L’incubo peggiore e inconfessato di milioni di newyorchesi che ogni giorno viaggiano da un capo all’altro della metropoli nell’iconica subway. «All’inizio – ricorda un ragazzo – quel colpo e quel fumo sembravano fuochi di artificio. Ma poi la gente ha cominciato a correre verso di me, ad ammassarsi verso la testa del vagone cercando disperatamente di sfuggire ai colpi di pistola esplosi nella nebbia». Scene di panico assoluto. Alcuni hanno cercato di ripararsi dietro i sedili, l’aria soffocante e irrespirabile. "Ho pensato di morire", la confessione di chi è scampato a quella che poteva essere una vera e propria strage. «Un miracolo», dice chi pensava di non uscirne più fuori. 

Sugli altri vagoni nessuno si è reso conto di quanto stesse accadendo, ma l’annuncio del conduttore, appena giunti alla stazione della 36ma strada, ha messo i brividi a tutti: «Ha cominciato a gridare che dovevamo immediatamente abbandonare il treno, che dovevamo evacuare». Sulla banchina scene infernali, come mostrano i tanti video amatoriali girati con gli smartphone e le telecamere di sorveglianza. Apertesi le porte dal vagone è cominciato a uscire un fumo denso e le immagini mostrano i passeggeri abbandonare il treno di corsa, tra le urla di terrore. Qualcuno cade a terra, molti sanguinano, raggiunti dalle pallottole esplose durante la folle corsa. Molti dei passeggeri sono rimasti intossicati: «Ho visto una donna incinta che letteralmente non riusciva a respirare», afferma un uomo. 

Chi mantiene la calma aiuta e dà i primi soccorsi ai feriti. "Una signora anziana mi ha chiesto di sorreggerla e mi ha dato lo spray al peperoncino che aveva nella borsetta, pregandomi di usarlo se fossero stati aggrediti», racconta un giovane. In superficie la 36ma strada, piena di attività commerciali, brulica di gente e di auto. Un negoziante racconta di aver visto improvvisamente uscire dalla stazione gente correndo e chiedendo aiuto. «Abbiamo temuto il peggio», spiega chi sa che vivere a New York vuol dire vivere anche nel mirino, nella città dell’11 settembre e di tanti altri attentati e attacchi sventati per un soffio. «Mia figlia – racconta un uomo – ha 17 anni, andava a scuola, è tornata a casa scioccata. Lei non ha vissuto gli attacchi del 2001, ma ci vorrà tempo per dimenticare».  COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA