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G7, il day after: il ritorno alla normalità di Taormina e Giardini Naxos

Passeggiata sulla strada principale con passaggio d’obbligo nella piazza del Belvedere, ombrelloni e sdraio che riempiono la spiaggia e turisti che si godono la bella giornata di sole

G7, il day afrter: il ritorno alla normalità di Taormina e Giardini Naxos

GIARDINI NAXOS - Passeggiata sulla strada principale con passaggio d’obbligo nella piazza del Belvedere, foto e selfie davanti ai totem che ricordano il summit dei Grandi della Terra, ombrelloni e sdraio che riempiono la spiaggia con turisti già pronti a godersi una bella giornata di sole. Sono i segnali del 'dopo G7' a Taormina e Giardini Naxos, che ritornano velocemente alla normalità.

Lo "struscio" sul corso principale, i bar affollati, i negozi pieni di turisti, persino due musicisti siciliani che, con tanto di coppola, suonano il marranzano. la Perla dello Jonio torna alla sua quotidianità di capitale del turismo siciliano, dopo la due giorni del G7 che ha visto la partecipazione dei grandi del mondo. Se non fosse per le decine di poliziotti e carabinieri che passeggiano lungo il corso, ma con le facce molto più rilassate rispetto a 24 ore fa, sembra che il ciclone G7 non si sia mai abbattuto su Taormina.

 

Da un minuto dopo la mezzanotte di ieri, quando è stato smontato nottetempo il metaldetector posizionato in questi giorni all’ingresso di Porta Messina e di Porta Catania, tutti, possono accedere normalmente al centro cittadino, che fino a ieri era "zona rossa". 

 

I commercianti tirano un sospiro di sollievo. Molti hanno tenuto chiuso i negozi, altri li hanno lasciati aperti, "ma non abbiamo venduto quasi niente", dice sconsolata la commessa di un negozio di scarpe alla moda.

  

Chi, invece, non nasconde la soddisfazione è Saro Bambara, proprietario del famoso 'Bambar' che ieri ha ospitato «mezzo governo giapponese». «E' venuto il primo ministro Shinzo Abe - racconta emozionato - e ha chiesto una granita classica, a quel punto ho sfoggiato il mio giapponese, con le poche parole che conosco, e l'ho convinto ad assaggiare quella all’arancia». Anche la moglie, Akie Abe, ha assaggiato la granita.

  

«Voleva la granita al limone - ha detto ancora Saro - ma anche lei alla fine ne ha presa un’altra, consigliata da me. Ed erano molto soddisfatti». A un altro tavolo c'erano seduti i ministri del suo governo. «Insomma - dice Saro Bambara - abbiamo avuto qui quasi tutto il governo giapponese. Sono certo che ora verranno tanti giapponesi nel mio bar, ad assaggiare la granita mangiata dal loro premier. Sono molto contento». E, immancabile, Saro Bambara, ha appeso la foto fatta con Shinzo Abe, davanti al bancone, insieme alle altre fatte con i vip che passano dal suo bar. 

 

Anche il signor Pippo, del negozio di ceramiche, di fronte al Bambar, ha colpito la coppia giapponese. «La signora Akie - racconta - ha comprato molte ceramiche, soprattutto delle scodelle. Una persona così gentile e per bene. Ha iniziato a giocare con il mio cane. Lo ha accarezzato per tutto il tempo» Altri commercianti, invece, sono un po meno soddisfatti. «Speriamo che il G7 abbia un effetto benefico per l’economia taorminese - spiega il proprietario di un negozio di valigie - Per ora abbiamo avuto solo un picco di vendite al ribasso».

 

 

Sono ancora molti i poliziotti e i carabinieri che 'sorvegliano' Taormina. Ma i visi sono meno tirati rispetto a ieri e venerdì. E comuneque la smobilitazione delle forze dell’ordine è già cominciata con molte camionette di polizia e carabinieri che stanno lasciando la città. «E' andato tutto bene - dice uno di loro - Ha funzionato tutto perfettamente».

 

Nella piazza panoramica, accanto al 'Wunderbar', i turisti fanno la fila per farsi la foto davanti al logo del "G7 Taormina". Pure militari dell’Esercito. Tutti vogliono avere un ricordo del G7. Ma da oggi si torna alla normalità. 

 

Anche a Giardini Naxos si tolgono le 'protezioni', in legno, metallo e cartone, che erano state poste davanti a ingressi di negozi e vetrine. Passata la paura per il corteo 'No G7', si ricomincia subito a pensare all’oggi. Anche all’alba quando i primi falegnami tolgono le assi a protezione di una struttura commerciale a Giardini Naxos, svegliando gli ospiti di un vicino hotel: «è la voglia di ricominciare subito», si giustificano gli operai.

 

Intanto il sole si è alzato sul mare trasparente del Golfo siciliano e sul lungomare c'è anche chi corre. Passano alcune ore ed è tutto dimenticato, tranne la paura: è uno stato d’animo che ha bisogno di tempo per essere esorcizzata. «Mia figlia era tra i manifestanti - dice una signora - e temevo per lei dopo le cose terribili che si era detto potessero accadere. Meno male, è andato tutto bene. Anche la polizia ha fatto bene il suo dovere. Forse noi di Giardini Naxos avremmo potuto essere più coraggiosi. Ma meno male che è finita, anche se io ancora tremo...». 

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