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Revocato il Consiglio del Parco Archeologico di Agrigento

Di Gioacchino Schicchi |

Agrigento- Il decreto di nomina è in contrasto con la legge finanziaria della Regione: l’assessore ai Beni Culturali Aurora Notarianni revoca il Consiglio del Parco Archeologico di Agrigento.

Il provvedimento è stato pubblicato nella giornata di ieri e travolge non solo l’ente collegiale di gestione del Parco, ma anche il comitato di gestione del centro regionale per l’inventario e la catalogazione e quello per la progettazione e il restauro e le scienze applicate ai beni culturali.

Notarianni, in particolar modo, ha rilevato come il provvedimento firmato dal suo predecessore nel luglio del 2016 che individuava nella persona del commissario straordinario Bernardo Campo il nuovo presidente, e, soprattutto, relegava il sindaco di Agrigento ad una mera presenza di “facciata”, giacché lo stesso aveva solo voto consultivo, risultasse in contrasto con un documento precedente. In particolare, all’articolo 62 della legge finanziaria della Regione del 2015 – che ridusse nel numero i componenti dei vari consigli e delle varie commissioni ai sensi della norma sulla spending review – si inseriva chiaramente al comma b il “sindaco del comune di Agrigento” quale componente del Consiglio. Una voce che è stata stranamente dimenticata nei provvedimenti seguenti, provocando, come si ricorderà, reazioni furiose da parte di Palazzo dei Giganti, che all’epoca parlò di ennesimo scippo ai danni della comunità. Adesso il provvedimento di Notarianni, che ad una settimana dal voto per le Regionali annulla il decreto di nomina del consiglio del parco in autotutela, riportando quindi verosimilmente tutto al passato recente e creando però una vacatio gestionale che spetterà all’avvocato messinese colmare nei prossimi giorni con la nomina di un nuovo commissario. Di certo c’è l’annullamento di tutto quanto fin qui deliberato: progetti, proposte di convenzione, iniziative a volte anche riconosciute come di utilità pubblica, quale ad esempio la realizzazione con i fondi del Parco di interventi di manutenzione nell’area di Bonamorone.

La decisione del componente della Giunta Crocetta, tuttavia, non è esattamente “spontanea”. A sollecitare una decisione in tal senso con un atto formalmente notificato nelle scorse settimane era stato proprio il sindaco di Agrigento Lillo Firetto, il quale aveva intravisto un’opportunità in un altro decreto della Notarianni, che, in quel caso, prendeva provvedimenti similari per il parco di Naxos. Il primo cittadino si era limitato a far presente che l’ente da lui diretto si era già rivolto al Tar per chiedere la revoca del decreto.

L’assessore regionale, dal canto suo, sta complessivamente tentando di ricomporre i contenziosi instaurati dagli enti locali contro l’Assessorato, dato che è adesso lo stesso Firetto ad annunciare “nello spirito collaborativo con gli organi della Regione” che rinuncerà al ricorso al Tar. Vae victis. Il sindaco, del resto, non nasconde la soddisfazione per il risultato. “Questo provvedimento, dal punto di vista sostanziale, ristabilisce il concetto di competenza e rappresentatività del Consiglio del Parco, laddove è prevista la presenza con diritto di voto al sindaco – ha dichiarato Firetto -. La città torna ad essere presente e le attività del Parco tornano ad essere comprese in una logica di promozione e di sviluppo territoriale”.

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