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**Cinema: Verdone, ‘un film sul calcio? Non lo farei mai, è business senza poesia’**

Di Redazione |

Roma, 10 lug. “Un film sul calcio? Non lo farei mai, nella maniera più assoluta. Lo vedo come una cosa di business che mi fa venire i conati, non c’è nulla di poetico, e se non c’è nulla di poetico non ci faccio un film”. A dirlo è Carlo Verdone, intervistato in occasione del Premio Ciak d’Oro a Roma che gli è stato consegnato per la serie di cui è protagonista, ‘Vita da Carlo’. “A meno che -sottolinea l’attore e regista romano- non venga fuori una bella storia su un maratoneta, su uno che combatte da solo contro tutti, su uno che corre i 10mila metri, uno che fa sci di fondo, allora sì. Ma nel calcio non c’è nulla di poetico, nulla”.

Verdone, sollecitato dai cronisti, fa poi un commento sul mercato relativo all’As Roma, di cui è notoriamente tifosissimo: “Arriva Chiesa per la Roma? Forse serve più un centrocampista, che non abbiamo più da tanti anni, un regista, una buona difesa. Chiesa va benissimo, ma poi manca anche un centravanti. Troppe ne mancano, di cose”. Il popolare regista e attore fa poi il punto sul cinema italiano, partendo dal successo del film di Paola Cortellesi, ‘C’è ancora domani’: “Se tu hai una storia nuova, anche semplicissima, al pubblico piace, è stata concepita in un momento particolare in cui quel tema era molto sentito soprattutto dalle donne -spiega Verdone- C’è anche il fatto del bianco e nero, il tornare indietro al periodo della guerra, pur con tutte le sue difficoltà. Ti illude di tornare indietro in un periodo in cui magari non hai vissuto ma è quasi una protesta al momento attuale, perché questo mondo non ci piace, questo momento che viviamo non ci piace. E’ una cosa che al pubblico è piaciuta molto”.

In questo particolare momento, secondo Verdone per avere successo “ci vuole qualcosa che stupisca, perché se non stupisce niente facciamo sempre i soliti film, ci vogliono belle sceneggiature”. Attualmente, ammette però il regista capitolino, “i film migliori sono i film stranieri, che hanno fatto cose importanti, ‘Anatomia di una caduta’, ‘La zona di Interesse’, che mi è piaciuta tantissimo”. Poi la stoccata finale sulle sale ancora non piene: “Oggi per avere successo in sala bisogna affermarsi come una sorta di nuovo cinema e cineclub per persone di mezza età e persone anziane. Quelli ci vanno, al cinema, i giovani no: vanno a vedere i Marvel”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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