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il naufragio

La barca dei migranti speronata da un peschereccio libico e i tre morti: la Procura di Agrigento vuole fare luce

L'incidente in acque internazionali. Un altro barchino si è incagliato tra gli scogli di Cala Pulcino: salvi tutti i profughi 

Di Redazione |

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta, a carico di ignoti, per omicidio colposo oltre che per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sul caso dei tre migranti dispersi – una somala e due ivoriani – dopo che la loro imbarcazione ha speronato un peschereccio libico in acque internazionali. Cinque, sabato sera, sono caduti in mare. Due sono stati salvati dai compagni di viaggio, mentre gli altri tre sono scomparsi fra le onde.   Capitaneria di porto e Guardia di finanza stanno portando avanti le ricerche. Del fascicolo d’inchiesta, aperto dalla Procura, si sta occupando oltre al procuratore capo Luigi Patronaggio il sostituto Elenia Manno.

Stamane invece un barchino, con a bordo 24 migranti è stato intercettato a mezzo miglio dalla costa di Lampedusa a Cala Pulcino. Mentre la motovedetta della Guardia di finanza lo scortava verso il porto, forse a causa di un’improvvisa virata, il natante è finito contro gli scogli prospicienti il faro, incagliandosi. I soccorritori, non riuscendo a liberarlo, hanno proceduto a far sbarcare in sicurezza i migranti a terra dove, a supporto, è intervenuto anche personale della tenenza di Lampedusa. Tutti in salvo gli occupanti dell’imbarcazione. Fra i 24, provenienti dal Camerun, anche 2 donne e un bambino. Il gruppo è stato trasferito all’hotspot di contrada Imbriacola che attualmente ospita 210 profughi.  COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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