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Maria Ausilia, la siciliana che “insegna” la legalità e l’inclusione nelle scuole di Torino

Lo spettacolo dell'insegnante, pianista, musicoterapeuta, scrittrice e storyteller, originaria di Canicattì, che si è guadagnato i titoli sui giornali del Nord

Di Lorenzo Rosso |

Ha organizzato, con ben cinquecento alunni delle scuole, uno spettacolo per la Legalità, diventando protagonista di un’iniziativa unica nel suo genere. Per questa grandiosa messinscena, Maria Ausilia Di Falco,36 anni, insegnante ma anche pianista, musicoterapeuta, scrittrice e storyteller, originaria di Canicattì, si è guadagnata una serie di titoli sui giornali del Nord.

Lo spettacolo

Il suo “spettacolo”, intitolato “(Mettersi) in gioco con la legalità” è andato in scena al teatro Colosseo di Torino con i ragazzi della scuola primaria e secondaria dell’Ic Manzoni di un quartiere multietnico del capoluogo subalpino, che è San Salvario. Impegnati per mesi e mesi nella scrittura, nell’organizzazione e nella messa in scena di un testo (“Il peso delle parole” della stessa Di Falco) i ragazzi, grazie al suo paziente, incessante e quasi stoico lavoro, hanno portato a termine un progetto educativo unico nel suo genere. Si tratta di giovani, quasi tutti di diverse nazionalità, che sono stati guidati, attraverso un affascinante percorso, verso la creatività. Alcuni di loro hanno composto canzoni nella loro lingua madre, i coreografi le hanno tradotte poi in danze che i ballerini hanno eseguito sul palco. Scenografi e costumisti hanno poi fatto miracoli riuscendo a coinvolgere loro coetanei-attori per la messa in onda di diverse videoproiezioni all’interno dello spettacolo principale. Tutto questo grazie all’idea progettuale di Maria Ausilia, artista e un sacco di altre cose (perfino autrice di un racconto per ragazzi inserito ed edito da Einaudi in una raccolta) che non si è risparmiata, impegnando risorse fisiche, psicologiche e artistiche in questo progetto fortemente educativo e salvifico.

Chi è Maria Ausilia Di Falco

Dai tratti eleganti e armoniosi, Maria Ausilia, che ormai vive a Torino da tempo, racconta della sua Canicattì, città dove ha mosso i primi passi frequentando il liceo classico “Foscolo”. “La gioia più grande di questo spettacolo – spiega Maria Ausilia – è stato di vedere questi ragazzi all’opera, perché sono tutti o quasi, provenienti da ceti socio economici molto difficili, alcuni con problemi gravissimi; molti sono figli di migranti, altri addirittura non capivano ancora neppure l’italiano, arrivati nel nostro paese ad anno scolastico inoltrato. Ma siamo riusciti ugualmente ad integrali nel nostro lavoro. C’è stato il massimo dell’inclusione sotto tutti i punti di vista. Questo è stato l’obiettivo più grande che abbiamo raggiunto. Sul palco c’era l’orchestra, i musicisti, i percussionisti, i ballerini, gli attori e centinaia di altri studenti. Poi c’era il piccolo Abdullah di quinta elementare, con una storia personale molto forte, che ha preparato da solo 900 fiori di carta, regalando una magia a tutte le persone presenti. Il significato del nostro spettacolo era, infatti, che le parole possono essere usate in modo sbagliato, come proiettili, oppure come fiori. E a fine rappresentazione, i narratori hanno invitato i presenti ad alzare il fiore ricevuto all’ingresso e a lasciarsi accarezzare, mentre sopra le loro teste passava un lungo telo e l’orchestra suonava una melodia. Nel frattempo altri bambini distribuivano ai presenti, bigliettini con le “parole belle”. E questo è stato “il momento magico” che ha commosso tutti. Più che uno spettacolo – conclude Maria Ausilia Di Falco – direi che si è trattato di una lezione aperta; una sorta di ricerca e di riflessione comune, che speriamo di poter riproporre nelle scuole delle altre città”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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