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Operazione disco gang

Il “branco”, le botte e pure le mani lunghe: «Mi hanno toccata in tutte le parti del corpo»

Il drammatico racconto della ragazza aggredita dal branco che si era garantito l’accesso alla discoteca dopo avere forzato una porta di servizio

Di Concetto Mannisi |

Il racconto dell’orrore di Mariella (ovviamente si tratta di un nome di fantasia), la ragazza coinvolta suo malgrado col fidanzato nell’aggressione gratuita avvenuta durante lo scorso Carnevale all’interno della discoteca “Spazio 22”, è scioccante. Perché fornisce una fotografia nitida – al di là delle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso all’interno e all’esterno del locale – della bestialità degli aggressori, che potrebbero essersi lasciati andare nei confronti della giovane, anche se il giudice non lo ha contestato (forse in mancanza di prove certe), a gesti che potrebbero lasciar configurare la violenza sessuale.

Il racconto

«Mentre stavamo attraversando la sala da ballo – ha poi raccontato la ragazza ai poliziotti che l’hanno ascoltata in merito a quanto accaduto – qualcuno, sicuramente un maschio, mi ha strappato dalla testa il cerchietto con le orecchie di “Minnie” che portavo in testa. E lo stesso è stato fatto col cappello che indossava il mio fidanzato».La ragazza chiarisce di non avere compreso chi fosse stato l’autore del gesto ma dopo avere recuperato il cerchietto e il cappello, lasciati lì in terra, e dopo avere reindossato i due accessori carnascialeschi, la storia si è subito ripetuta. «A quel punto – sottolinea la giovane – mi sono vista circondata da un gruppo composto da almeno dieci ragazzi, forse quindici, i cui componenti hanno iniziato a strattonarmi: mi sono sentita toccare da tante mani, in tutte le parti del corpo. Circostanza che ha indotto il mio ragazzo a intervenire per tirarmi fuori da quella spiacevole situazione».

La gang di balordi

Il passaggio precedente sembra essere chiaro ma è evidente che nelle telecamere di videosorveglianza in breve resterà impresso soprattutto altro: «Uno dei ragazzi ha colpito il mio fidanzato in pieno volto e, contestualmente, hanno assalito anche me (nel video si vede “Mariella” che vola in terra, ndc). Sono venuti in nostro soccorso anche mio fratello e mio padre, che a un certo punto è stato colpito da una sedia o da un tavolino poiché i nostri aggressori hanno iniziato a lanciarci contro di tutto. Mio padre ha incominciato a sanguinare al volto e io ho cominciato a sbracciarmi per difendermi».In quei frangenti si sono avvicinati gli addetti alla sicurezza, che hanno invitato tutte le persone coinvolte nella baraonda – compreso i componenti del branco, gli stessi che per entrare a “Spazio 22” avevano forzato una porta di servizio – ad abbandonare il locale. «Abbiamo provato a spiegare loro – evidenzia “Mariella” – che noi non avevamo fatto nulla ma nella confusione e con la musica ad alto volume non siamo riusciti a farci comprendere. Il mio ragazzo mi ha spinta verso l’uscita e una volta fuori ci siamo diretti verso il viale Africa. Purtroppo poco prima di arrivarvi siamo stati aggrediti alle spalle da cinque o sei ragazzi che ci hanno massacrati di botte. Uno, in particolare, si è avventato contro di me, prendendomi a pugni, tirandomi i capelli e facendomi cadere nuovamente a terra. Poi hanno inseguito il mio fidanzato (poi raggiunto e ulteriormente picchiato, ndc), mentre qualcuno mi ha soccorso…».Doveva essere soltanto una serata all’insegna del divertimento per “Mariella” e i suoi cari. E’ sconvolgente pensare che sia andata così. Senza un vero perché….COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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