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La casa discografica dei neomelodici era al centro degli affari del clan di Picanello: arriva la sentenza

Il processo che si è svolto con il rito abbreviato davanti il gup del Tribunale di Catania è scaturito dal blitz Picaneddu. La Q Records, riconducibile a Giovanni Comis, fulcro delle attività dell'organizzazione

Di Laura Distefano |

Il quartiere Picanello è una delle roccaforti storiche della famiglia catanese di Cosa nostra. A meno di un anno dall’operazione che ha portato in carcere i boss della cellula santapaoliana è arrivata la sentenza del processo abbreviato.

Un’indagine che ha permesso di delineare i nuovi assetti criminali in quella parte di città dopo i duri colpi arrivati da blitz e arresti. Le pene più pesanti sono state  inflitte a Carmelo Salemi (7 anni e 8 mesi), Vincenzo Dato (8 anni e 4 mesi) e Giuseppe Russo (9 anni), ritenuti gli eredi nella leadership mafiosa di Giovanni Comis, qui imputato di intestazione fittizia.

Per i carabinieri e la procura la casa discografica Q Factor Records, finita sotto sequestro, sarebbe riconducibile proprio al boss Comis (condannato a 3 anni e 4 mesi). L’inchiesta – denominata Picaneddu – ha permesso di documentare attraverso le intercettazioni e i verbali di diversi pentiti gli affari segreti che si muovevano dietro l’etichetta specializzata in musica neomelodica.

I carabinieri inoltre, nel corso dell’articolata indagine, hanno piazzato cimici e telecamere immortalando incontri e summit mafiosi. In alcuni di questi i boss si salutavano con il bacio in bocca, un rito ultimamente tornato molto in auge tra i mafiosi siciliani.

Il gup, che ha letto il dispositivo qualche ora fa, ha assolto per non aver commesso il fatto Francesco Testa. Gli altri imputati, invece, sono stati condannati.

Ecco le pene: Andrea Caruso 6 anni e 8 mesi, Giovanni Frazzetta 6 anni e 8 mesi, Vincenzo Dato 8 anni e 4 mesi, Marco Frazzetta 4 anni e 8 mesi, Vincenzo Scalia 7 anni, Giuseppe Russo 9 anni, Carmelo Salemi 7 anni e 8 mesi, Giovanni Comis 3 anni e 4 mesi e 4 mila euro di multa, Rudi Veneziano 1 anno. Il giudice ha inoltre condannato gli imputati (Caruso, Dato, i Frazzetta, Russo, Salemi e Scalia) al risarcimento del danno nei confronti dell’Associazione Alfredo Agosta che si è costituita parte civile nel processo abbreviato.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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