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La nomina del catanese Pietrangelo Buttafuoco a presidente della Biennale di Venezia e l’orgoglio del sindaco Trantino: «Ruolo prestigioso»

La designazione dell'intellettuale etneo divide destra e sinistra ma nella sua città natale c'è soddisfazione per il nuovo compito

Di Redazione |

Bruciando i tempi, e con un accento polemico su un “feudo” tolto alla sinistra, è stato un parlamentare veneziano a rivelare che ci sarà un nuovo presidente della Biennale di Venezia, designato ieri dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Si tratta dell’intellettuale catanese Pietrangelo Buttafuoco, il cui nome era già stato accostato alla storica e internazionale istituzione culturale, che sostituirà Roberto Cicutto, alla scadenza naturale del mandato quadriennale.

Giornalista, scrittore e autore teatrale, laureato in filosofia, Pietrangelo Buttafuoco, 60 anni, è stato redattore del “Secolo d’Italia” e ha collaborato con “L’Italia settimanale”, di cui è stato direttore nel 1996, “Il Giornale”, “Il Foglio”, “Panorama” e “La Repubblica”. Dal 2007 al 2012 è stato presidente del Teatro Stabile di Catania, come detto sua città natale. Buttafuoco è autore di numerosi libri.

L’annuncio

«È stato infranto un altro tetto di cristallo», ha commentato Speranzon, vicecapogruppo vicario dei senatori di Fdi, aggiungendo che «la Fondazione La Biennale è stata considerata dalla sinistra un feudo in cui collocare amici e accoliti. Buttafuoco, finalmente, afferma un cambio di passo che il governo Meloni vuole imprimere in ogni sede culturale e sociale della nazione: solo personalità scelte per lo spessore, la competenza e l’autorevolezza».

Dal ministero della Cultura è stato subito precisato che Cicutto resterà in carica fino al termine del mandato, precisamente il 2 marzo 2024, «al fine di garantire la necessaria continuità istituzionale e un graduale e ordinato passaggio di consegne». La proposta di nomina di Buttafuoco prevede infatti il parere consultivo delle commissioni Cultura di Camera e Senato, che poi informeranno il decreto di nomina ministeriale.

Le reazioni

A Venezia i commenti sono stati improntati ai complimenti per il nuovo futuro presidente e al ringraziamento all’attuale: il presidente del Veneto Luca Zaia sottolinea che la Biennale è «una macchina imbattibile nell’anticipare tutte le novità e innovazioni nel campo culturale internazionale»; il sindaco Luigi Brugnaro ricorda gli «importanti progetti che hanno contribuito a fare di Venezia, nell’accezione metropolitana, un luogo proiettato verso il futuro, con particolare attenzione alle giovani generazioni».

Il sottosegretario Vittorio Sgarbi preferisce evidenziare che di Buttafuoco «la conversione all’Islam è una garanzia di originalità nel rapporto tra la storia dell’Occidente e il suo declino, che prevede dialoghi per affinità, restituzioni di valori condivisi, non conflitti».

Se per il presidente di Anica Francesco Rutelli il futuro presidente «sicuramente promuoverà la ricchezza e il pluralismo», per Piero Fassino «la Biennale non può essere ridotta a uno scalpo.

Per il presidente della commissione Cultura alla Camera, Federico Mollicone (Fdi), la nomina di Buttafuoco conta perché «la Biennale non è solo il cinema, ma anche teatro, danza, architettura. Quindi ci voleva una visione di insieme e lui sicuramente la ha». Per Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione «la destra ha fatto un ulteriore passo in avanti nella concezione dello stato come cosa di proprietà. È davvero preoccupante l’assalto della destra alle istituzioni culturali del Paese».

A Catania

A Catania invece c’è orgoglio per questa nomina. «Al fraterno amico Pietrangelo vanno il mio augurio e le mie congratulazioni per essere stato chiamato a svolgere il prestigioso ruolo di presidente di una delle massime istituzioni culturali italiane, certamente la più prestigiosa», ha commentato il sindaco Enrico Trantino.

«La designazione di Buttafuoco operata dal Governo Meloni, per cui esprimo massimo apprezzamento e piena condivisione – ha continuato Trantino – è quella di un uomo che ha sempre fatto della lealtà personale una cifra del proprio stile di vita, impregnando di bellezza la poliedrica espressività del suo talento culturale, artistico e di narratore».

«Siamo fieri e orgogliosi – ha concluso – che un siciliano, un catanese di adozione della sua levatura svolgerà un ruolo così importante che, ne siamo certi, onorerà con insuperabile spirito di servizio e generosità, valorizzando le migliori tendenze artistiche dell’Italia nel mondo nel primario interesse della nazione».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA