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Il rapporto Flai Cgil

Caporalato, la Sicilia si conferma in testa per sfruttamento

I dati contenuti nel 6° rapporto "Agromafie e Caporalato" dell'Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil nazionale

Di Redazione |

La Sicilia si conferma la Regione con il più alto numero di località e di aree, in tutto 53, in cui si è consolidato in modo sistematico il fenomeno del caporalato. E a Palermo le zone dove il fenomeno del caporalato è più radicato sono in assoluto l’entroterra corleonese e le Madonie.

I dati

Sono alcuni dati contenuti nel 6° rapporto “Agromafie e Caporalato” dell’Osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil nazionale presentato a Corleone in occasione del 75° anniversario dell’assassinio di Placido Rizzotto, ricordato con la deposizione di una corona di fiori al cimitero e poi in piazza Garibaldi con la lettura delle poesie da parte degli alunni delle scuole elementari e medie di Corleone. A seguire, nell’aula consiliare, la presentazione dei dati sul lavoro non regolare in agricoltura.

«Da partigiano e sindacalista, Rizzotto ci ha insegnato a coniugare la lotta per la libertà con la lotta per i diritti sociali. Oggi, a 75 anni dal suo sacrificio – dicono il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e Dino Paternostro, del dipartimento legalità e memoria storica della Cgil Palermo – Rizzotto ci parla ancora con l’osservatorio a lui intestato, ricordandoci che lo sfruttamento del lavoro, in agricoltura come in altri settori, purtroppo non è finito. Anzi, bisogna moltiplicare gli sforzi per tutelare le troppe persone ancora senza diritti».

Il lavoro non regolare, rivela l’Osservatorio, si concentra quasi tutto nel Mezzogiorno, in Puglia, Sicilia, Campania, Calabria e Lazio. Con tassi di irregolarità che superano il 40 per cento. La Sicilia «con quasi tre quarti del suo territorio destinato all’agricoltura si qualifica come la regione con il più alto numero di aree dopo il Veneto, che ne ha 48, distribuite in metà del terreno».

E sempre la Sicilia «è prima anche per numero di lavoratori irregolari, che secondo le stime sono circa 61.791 unità», affermano Matteo Bellogni dell’Osservatorio, di Jean Renè Bilongo, segretario Flai Cgil nazionale.

«In Calabria questo dato ammonta a 22.050, in Veneto siamo a 19.655 unità – proseguono – Un record negativo che rimane stabile negli anni anche se la Sicilia è ormai prima in quanto a interventi repressivi, sempre più marcati. Anche il nostro operato sta incidendo fortemente: la Flai è capofila in alcuni progetti come ‘diagramma Sud».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA