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A Mosca parata sotto tono: niente aerei e nessuna “Z”

L'anniversario della vittoria sui nazisti celebrato senza colpi di teatro

Di Redazione |

Il colpo d’occhio sulla Piazza Rossa è di quelli da togliere il fiato. I colori delle divise dei soldati e delle loro bandiere risaltano sotto il sole. Vladimir Putin ha appena finito di parlare e dai 18 cannoni schierati sotto le mura del Cremlino partono le salve che si accompagnano alle note dell’inno nazionale. E’ il momento culminante della liturgia che ogni anno il 9 maggio, anniversario della vittoria sui nazisti, risveglia il patriottismo dei russi facendoli stringere attorno al capo in un sentire comune di orgoglio e tradizioni. Ma chi si aspettava il colpo di teatro e una svolta drammatica nel conflitto ucraino rimane deluso. Tutto si svolge nella norma, senza alcuna provocazione. La lettera Z, famigerato simbolo dell’aggressione e onnipresente al fronte, rimane praticamente assente dalla sfilata.

Nei cieli non sfrecciano i caccia e tantomeno il Doomsday, il "giorno del giudizio", come è chiamato l’aereo fortezza dal quale il presidente dovrebbe guidare la nazione nel caso di un conflitto nucleare. Ufficialmente «per le condizioni meteo», sebbene i cieli su Mosca siano sereni. In tribuna d’onore c'è anche il patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa e alleato chiave del Cremlino nella sua missione di ricostruzione della grandezza russa. Ma clamorosa è l'assenza, in questa giornata dedicata alle forze armate, del generale Valery Gerasimov, il capo di Stato maggiore. Difficile non vedere in questo una conferma delle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su un suo ferimento mentre si trovava a Izyum, nella regione di Kharkiv. Dopo il discorso di Putin comincia la parata, che vede sfilare 11.000 militari e 131 sistemi d’arma. Numeri inferiori rispetto a quelli degli anni passati. Ma sono presenti anche truppe provenienti direttamente dal campo di battaglia nell’est dell’Ucraina. La sfilata dei mezzi corazzati è aperta, come da tradizione, dal leggendario carro armato T-34 della Seconda guerra mondiale. 

Alla fine della parata Putin si reca sulla tomba del milite ignoto, distante qualche centinaio di metri, lungo un altro lato delle mura del Cremlino. Dopo aver deposto una corona di garofani alta due metri vicino alla fiamma che arde perpetua, il presidente depone altri fiori su ciascuna delle steli che ricordano le città martiri della resistenza all’invasione nazista, tra cui Kiev. Infine, nel pomeriggio, la marcia del Reggimento Immortale, dove sfilano i parenti dei soldati che combatterono nel Secondo conflitto mondiale esponendo le immagini dei loro congiunti. Anche Putin vi partecipa, mostrando una fotografia del padre Vladimir. Ma accanto agli aspetti patriottici c'è posto anche per una curiosità riguardante l’abbigliamento di Putin. La cravatta sfoggiata dallo zar sarebbe una Marinella. Almeno secondo quanto afferma Maurizio Marinella, il re delle cravatte sartoriali napoletane, secondo cui il capo del Cremlino negli ultimi anni ne avrebbe ricevute 3/400, o acquistate o regalategli dall’amico Silvio Berlusconi.   COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA