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Autorità portuale, Augusta la spunta su Catania

La sezione etnea del Tar chiude la “partita” della sede: accolto il ricorso dello scalo megarese

Autorità portuale, Augusta la spunta su Catania

Siracusa. Per il Tar Sicilia, sede di Catania, è «cessata la materia del contendere»: la sede dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale torna definitivamente ad Augusta. È giunta la sentenza sulla vicenda che ha visto contrapposti per quasi due anni i porti di Catania e Augusta sulla sede dell’Autorità portuale. La terza sezione del Tar, presieduta dal giudice Daniele Burzichelli, ha accolto il ricorso di Assoporto Augusta che aveva impugnato il decreto del ministero delle Infrastrutture, a suo tempo guidato da Graziano Delrio, che individuava anche nel porto di Catania la sede dell’Authority, stabilendo una sorta di alternanza biennale col porto megarese.

Il colpo di scena processuale in realtà era già arrivato con l’ultima udienza, quella dello scorso 6 novembre. In quell’occasione l’Avvocatura dello Stato aveva chiesto la cessazione della materia del contendere allegando, a supporto, una nuova attestazione del ministero delle Infrastrutture. A firma del capo di gabinetto Gino Scaccia, il ministero dichiarava che l’individuazione del porto di Catania avrebbe avuto solo «carattere meramente transitorio». E, pertanto, l’intento dell’attuale governo sarebbe stato quello di mantenere la sede laddove era stata individuata nel precedente decreto, vale a dire ad Augusta. «L’intendimento dell’amministrazione - queste le parole del capo di gabinetto del ministero riportate nel documento depositato al Tar - è quello di mantenere la sede dell'Autorità di sistema portuale nella sede individuata dal decreto legislativo del 4 agosto 2016 n. 169» e, quindi ad Augusta, unico porto Core della Sicilia orientale. Per il tribunale amministrativo catanese, ieri, si è trattato dunque di prendere atto di qualcosa che era intervenuta a mettere d’accordo tutte le parti. Al decreto Delrio, del 25 gennaio 2017, era seguita una sollevazione di tutte le parti sociali, politiche e imprenditoriali della provincia di Siracusa, mossa a dimostrare che Catania non avesse i requisiti tecnici necessari a farsi sede di Autorità portuale. Si puntò il dito contro un presunto disegno politico all’interno del partito di governo. La vicenda aveva assunto anche toni kafkiani, con l’ex governatore Rosario Crocetta a scandalizzarsi pubblicamente per la decisione del governo, mentre il ministro Delrio lo sbugiardava pubblicando sul sito del dicastero il documento con il quale proprio Crocetta aveva fatto richiesta del cambio di sede.

Soddisfatto il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, già dalla nuova attestazione del governo che preannunciava la sentenza di ieri: «Conferma - aveva detto Di Pietro - quello che è sempre stato il nostro forte convincimento sul tema. Siamo molto felici che la città di Augusta continui ad essere sede di Autorità di sistema portuale, avendone tutti i requisiti, e che alcuni maldestri tentativi a danno della nostra città siano miseramente falliti». Soddisfatto anche il senatore augustano del M5s, Pino Pisani: «La sede resta definitivamente ad Augusta - ha detto - e non poteva essere altrimenti. Tranne che per alcuni esponenti dei vecchi governi Pd nazionale e regionale che, con un colpo di mano, avevano ribaltato le prescrizioni europee in tema di porti».

Durissimo invece l'ex sindaco di Catania, Enzo Bianco che su Facebook non ha risparmiato critiche: «Pare abbiano deciso di spostare l'Autorità portuale della Sicilia Orientale da Catania ad Augusta.  Incomprensibile! Neanche nel peggio della Prima Repubblica una violenza del genere! Catania è Città Metropolitana, dotata di un sistema infrastrutturale tra i più importanti del Paese.  Avevamo raggiunto un’intesa equilibrata. Con Augusta.  Pienamente in equilibrio con Augusta e con il sindaco.  Senza penalizzare nessuno.  Per stringere un’alleanza con tutto il Sud Est Sicilia (Camera di Commercio, Porti, Aeroporti, Università, ZES), per dare forza alla realtà più dinamica della Sicilia.  Ora questa sberla. Priva di senso.  Povera Catania...  E chi la dovrebbe difendere??!  Se questa è la nuova politica... Siamo persi».

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