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Agrigento, con la cultura un'altra accoglienza è possibile

Il progetto di CoopCulture per il Parco Archeologico: minori migranti in visita (e non solo ) ai monumenti della Valle

Agrigento, con la cultura un'altra accoglienza è possibile

La cultura come centro d'incontro e strumento di crescita tra le persone. Torna ad Agrigento “L'accoglienza della Cultura. La Cultura dell'accoglienza”, la manifestazione curata ed organizzata da CoopCulture per il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, in collaborazione con la Caritas – Migrantes e la partecipazione del Comune di Agrigento, finalizzata a promuovere i valori di una generazione aperta, dinamica, solidale e di un’Europa che sa accogliere.

Come nella passata edizione, saranno sempre i giovani i protagonisti dell'evento: minori stranieri migranti non accompagnati e minori italiani che, insieme, visiteranno il Museo Archeologico Pietro Griffo e la Valle dei Templi.

I monumenti agrigentini e gli oggetti esposti al museo saranno, così, il pretesto per un confronto antropologico, sociale e culturale con i siti monumentali dei loro Paesi di provenienza per cercare elementi comuni nelle differenze artistiche.

Un progetto innovativo di integrazione ed inclusione, quindi, che esalta i valori dell’accoglienza e della condivisione, in linea con i nuovi programmi europei.

I ragazzi “sfrutteranno” anche la musica come metafora di integrazione, incontro, sviluppo di competenze nei giovani, oltre ogni barriera linguistica, geografica e culturale.

Parteciperanno, infatti, alla costruzione e realizzazione di un musical dove insieme potranno dimostrare come giovani che da tutti sono ritenuti diversi per provenienza, colore della pelle, idee politiche o religiose possano portare avanti insieme un programma fatto di studio, impegno e lavoro.

I ragazzi si occuperanno della produzione ed organizzazione dello spettacolo, non solo si esibiranno ma, seguiti da un team di esperti della società CoopCulture, parteciperanno a tutta una serie di attività che preludono allo spettacolo e che pochi conoscono. Un vero e proprio training per il quale riceveranno un diploma di partecipazione.

L'iniziativa che avrà come temi la condivisione dell’emigrazione, quella italiana di qualche anno fa verso Americhe e Australia e quella di oggi da altri paesi verso l’Italia e l’Europa, diventerà poi un format al quale si potrà far riferimento per futuri spettacoli e attività di condivisione, integrazione e accoglienza con i giovani.

Un metodo già sperimentato nella prima edizione della manifestazione e che ha dato un felice esito: i ragazzi, infatti, hanno stretto forti legami di amicizia e si sono sentiti uniti e parte di un’unica generazione aperta, dinamica e solidale.

Lo spettacolo realizzato da giovani per i giovani sarà dedicato all’intera famiglia; infatti, ciascun membro della famiglia, a prescindere dall’età, troverà musiche e temi nei quali riconoscersi o riconoscere un periodo della propria vita.

L'evento verrà presentato in occasione della “Festa del Mandorlo in Fiore” al Palazzo dei Congressi di Agrigento, in anteprima il 7 Marzo, alle ore 10.30, per le scuole di ogni ordine e grado. Prima assoluta il 7 Marzo, alle 21, al Palazzo dei Congressi di Agrigento.

“Nell’edizione 2018 del programma – racconta Leonardo Guarnieri di CoopCulture - giovani stranieri, migranti minori non accompagnati, e giovani italiani tra i 15 e i 18 anni del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Agrigento, si sono incontrati per una serie di visite incontro al Museo ed alla Valle. L’obiettivo raggiunto- spiega il manager romano- era quello di dimostrare, attraverso gli oggetti del museo, come le nostre radici nel Mediterraneo siano state comuni: lucerne africane e ceramiche del VI e V sec. a. C. sono state comuni ad Africa, Spagna, Grecia, Italia, Libano, Siria, Israele e vari altri paesi che affacciavano su quello che infatti si chiamava “Mare Nostrum”, testimoniando come questo che oggi è un mare discusso e che ci divide con asprezza, un tempo era come un gran lago che ci univa. Inoltre -continua Guarnieri - il ritrovamento di un donario con testine fittili di africani e vari altri popoli conservato al Museo, diventava chiara testimonianza di quanto volevamo dimostrare. Siamo andati oltre – conclude Leonardo Guarnieri- i giovani, tutti sotto i 18 anni, hanno stretto amicizia tra di loro, si sono incontrati anche dopo il programma”.

“L'accoglienza della Cultura. La Cultura dell'accoglienza”, quindi, come punto di partenza di una nuova forma di integrazione che non solo introduce gli stranieri alla cultura del Paese ospitante, ma anche giovani locali alla cultura dei loro ospiti portandoli, così, a camminare insieme superando limiti e barriere che la nostra società sta imponendo sempre più con arroganza.

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