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Ragusa, la scommessa della compagnia Godot: “Fare l’attore professionista restando in citta? Ecco la nostra esperienza”

Il racconto di Lorenzo Pluchino, Alessio Barone, Alessandra Lelii e Benedetta D'Amato

Di Redazione |

Un vivaio di talenti e un punto di riferimento per l’educazione artistica e culturale delle nuove generazioni: è questo che fa della compagnia teatrale Godot una “grande realtà” in una “piccola provincia” come la nostra. E che diventa la cartina tornasole di un assunto che, grazie alla compagnia teatrale iblea, è ormai acclarato: “E’ possibile fare l’attore professionista anche restando in provincia”. E dunque anche a Ragusa, ci sono giovani che hanno scelto di restare e di svolgere questa professione pur non senza difficoltà, a partire dal pubblico, non sempre adeguatamente formato o educato al teatro, come accade in città magari più grandi dove c’è un’ampia tradizione.

Sull’edizione cartacea del nostro quotidiano, Alessia Giaquinta ha intervistato quattro giovani attori professionisti (nella foto) della compagnia Godot che fin da piccoli si sono avvicinati ai loro laboratori teatrali, pian piano crescendo e facendo carriera dopo aver calcato il palcoscenico innumerevoli volte. È dal febbraio del 2007, infatti, che Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso (i direttori artistici della compagnia) hanno dato vita a quella che oggi è, indubbiamente, una delle realtà più apprezzate del territorio, diventata non solo punto di riferimento per le attività culturali di Ragusa e provincia, ma anche un luogo di formazione e produzione di opere che spaziano dal teatro classico al teatro contemporaneo, dalla commedia alla tragedia, dal teatro dell’assurdo ai testi della tradizione siciliana, dalla commedia dell’arte al teatro gestuale e il teatro in musica. E questi giovani attori si sono formati recitando importanti opere (nella foto da sinistra Alessio Barone, Alessandra Lelii, Benedetta D’Amato e Lorenzo Pluchino).

«Ho iniziato a 9 anni, per caso, ma più passava il tempo e più ci prendevo gusto. Mi sono ritrovato così a crescere in questa realtà. Ed oggi, dopo tanti anni da allievo, sono passato ad essere anche membro della compagnia stabile ». A raccontarcelo, con manifesta soddisfazione, è Lorenzo Pluchino (24 anni) che sottolinea quanto il lavoro della Bisegna e di Bonaccorso sia stato fondamentale per la sua crescita personale e interpersonale. «Non è solo il teatro in sé ad avermi dato tanto – continua – A fare la differenza sono i modi, la dedizione e la passione con cui Federica e Vittorio ci hanno cresciuti in questa meravigliosa realtà che, per me, è indubbiamente famiglia ». Insomma: un luogo dove ci si confronta e si studia e dove l’arricchimento culturale va di pari passo con quello personale. «La compagnia è un porto sicuro dove sono cresciuto sin da quando avevo 9 anni – ci racconta Alessio Barone (20 anni) – Oggi, oltre ad essere un attore della compagnia, mi occupo anche della scrittura delle musiche per gli spettacoli dal momento che studio per il Conservatorio. È proprio la grande passione unita alla continua formazione e al senso del dovere apprese in questi anni a farmi conciliare bene le due cose. Ritengo infatti che la compagnia sia una vera e propria scuola di vita». E dunque, non solo un luogo di apprendimento stimolante è quello che offre la compagnia Godot ma anche una realtà dove ognuno mette in campo le proprie abilità a 360 gradi.

A testimoniarlo è anche Alessandra Lelii (21 anni) che, oltre a recitare, si occupa pure dell’aspetto scenografico: «Uscita dal liceo artistico ho trovato qui anche un modo per esprimere la mia arte anche in altro modo. Il teatro mi ha fatto diventare la persona che sono oggi e per me è una priorità assoluta ». Alessandra ci racconta che aveva 14 anni quando ha cominciato a frequentare i laboratori della Godot: «Volevo scappare dalla monotonia e trovare qualcosa diverso dallo sport che mi impegnasse e mi desse la possibilità di esprimermi». E così Alessandra, come tanti altri giovani, ha trovato nella Godot un punto di riferimento dove imparare, crescere, esprimersi e confrontarsi. «Qui ho trovato il mio mondo, il mio spazio – afferma l’attrice Benedetta D’Amato (22 anni), anche lei cresciuta all’interno della realtà laboratoriale della compagnia – Ho subito apprezzato il clima di serietà e professionalità della Godot. Anche se piccoli venivamo trattati come attori, come persone in grado di capire e apprendere anche cose difficili». A legarli tutti, da sempre, è l’obiettivo comune: «L’amore per l’Arte, nel senso più puro del termine». Insomma non è vero che per fare il grande teatro si debba per forza andare in città come Roma o Milano ma anche restando in provincia, come questi ragazzi che hanno scelto di restare a Ragusa all’interno della compagnia Godot., ci si può realizzare e intraprendere la carriera di attore professionista. E loro, insieme ad altri componenti della Compagnia, saranno protagonisti presto della nuova stagione estiva “Palchi Diversi al Castello di Donnafugata” che inizia a metà luglio (dal 17) con “Macbeth”, la straordinaria tragedia di sangue scritta da William Shakespeare.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA