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Marzamemi, la stagione turistica parte male

E' deludente il dato delle prenotazioni relativo al mese di marzo nel piccolo borgo marinaro

Di Sergio Taccone |

I primi bagliori della stagione primaverile non registrano buoni segnali per le prenotazioni turistiche a Marzamemi. Questa l’analisi di Giuseppe Sessa, operatore del settore turistico e dell’incoming. «Dopo un confronto avuto con diversi operatori della ricezione turistica, – afferma Sessa – abbiamo constatato un calo di prenotazioni nel mese di marzo e questo ci porta a dover affrontare la tematica con serietà e professionalità».

Operatori turistici preoccupati

Sessa indica i possibili fattori compresa la teoria del ciclo di vita delle località turistiche che potrebbe fornire un supporto importante agli addetti ai lavori. «Potrebbero esserci fattori esterni come le restrizioni di viaggio, – precisa Giuseppe Sessa – le incertezze economiche o le problematiche legate alla pandemia che potrebbero influire sulla decisione delle persone di viaggiare. Tuttavia, ci sono anche fattori interni al settore che potrebbero essere affrontati per migliorare la situazione. Potrebbe essere utile esaminare da vicino le cause riguardanti il calo delle prenotazioni a Marzamemi. Ad esempio, una carenza di offerte attraenti per i turisti o un problema di comunicazione riguardo alle opportunità che il nostro borgo offre. Inoltre, potrebbero esserci problemi di infrastrutture o di servizi da risolvere per migliorare l’esperienza dei visitatori. E’ importante affrontare queste problematiche in modo efficace e collaborativo. Si dovrebbero organizzare incontri con gli imprenditori del settore turistico e della ricezione per condividere idee e sviluppare strategie per aumentare le prenotazioni e migliorare l’immagine di Marzamemi come meta turistica».

La disamine di Sessa, che nel settore ha già accumulato tanti anni di esperienza, potrebbe far scattare un campanello d’allarme anche in vista della stagione estiva. Un flop nel bimestre luglio-agosto potrebbe essere nefasto per parecchie realtà operanti in questo settore. «Occorre considerare anche la concorrenza che arriva da altre province. – conclude Sessa – Pensiamo al territorio ibleo dove gli operatori hanno intrapreso delle strategie di collaborazione reciproca atte a creare una maggiore attrattiva nel ragusano. Chiediamoci cosa si sta facendo qui. A Portopalo, ad esempio, si registra una maggiore cooperazione tra operatori. Perdere tempo potrebbe essere deleterio».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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