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Da Pablo Escobar a Matteo Messina Denaro passando per “el Chapo”, quando i vestiti dei boss fanno tendenza

Se la leggenda di una vita fatta di soldi, donne e fughe trasforma i criminali in miti 

Di Alfredo Zermo |

Ha fatto scalpore nei giorni scorsi la notizia che c'è già chi va in giro vestito come Matteo Messina Denaro. Giubbotto di montone, cappellino bianco, occhiali Ray Ban scuri. Sono state diverse le persone immortalate con l'outfit dell'ex Primula rossa di Cosa Nostra. Soprattutto nel Napoletano. A denunciare la cosa è stato Francesco Emilio Borrelli, deputato campano di Alleanza Verdi-Sinistra. Sono diventati virali sul web anche alcuni venditori di abbigliamento che hanno pubblicizzato i loro montoni parlando aperta di “Matteo Messina Denaro style”.

Ma la cosa non deve stupire più di tanto. Non si tratta infatti di qualcosa di inaudito. Basti pensare ai famosi narcos sudamericani trasformati in una sorta di mito per molte persone. Due su tutti Joaquín Guzmán Loera, leader del famoso cartello di Sinaloa, meglio conosciuto come "El Chapo", Pablo Escobar, indiementicato capo del cartello di Medellin. Dopo una "carriera" da signori della droga, entrambi sono stati arrestati, ma è stata la leggenda della loro vita fatta di soldi, donne, fughe e innumerevoli storie che li ha trasformato in una specie di mito. 

E quello che dovrebbe essere motivo di vergogna nazionale appare, per alcuni, motivo di orgoglio. Probabilmente perché parliamo di persone che in qualche modo sono diventate tra le più ricche del mondo. Sia El Chapo e sia Pablo Escobar sono addirittura entrati nelle classifiche dei più ricchi del mondo stilate dall'autorevole rivista Forbes. 

Tutti tratti in comune con la storia di Matteo Messina Denaro, diventato una sorta di leggenda grazie alla sua latitanza trentennale e considerato uno degli uomini più ricchi del paese: il suo tesoro si stima in quasi 4 miliardi di euro.  Secondo Gianluca Lo Coco, professore ordinario di Psicologia Clinica presso l’Università di Palermo e autore di vari saggi sul fenomeno mafioso,  Messina Denaro «rappresenta la tradizione di una mafia finora vincente, fatta di controllo assoluto del territorio, sostanziale impunità, infiltrazione nel mondo dell’economia legale, capacità di dialogo e collusione con parte della società: ovvero un padrino». Come Riina e Provenzano. Anche se il boss di Castelvetrano ha mostrato «una modernità dello stile di vita che non si richiama a quello gretto e contadinesco spesso mostrato da altri capomafia. Si discosta da molti boss precedenti in quanto ostenta il proprio potere, la propria ricchezza, abiti e orologi costosi, capacità di spesa illimitata. Non è sposato e mostra un modello maschile fatto di virilità e legami temporanei».

Così il suo cappotto di montone, gli occhiali, il berretto e gli articoli di lusso mostrati dal boss diventano di tendenza nella moda. Come accaduto agli abiti indossati dai narcotrafficati quando sono stati arrestati o comparsi in pubblico. I loro capi sono stati immediatamente riprodotti e messi in vendita. 

E non è da escludere a questo punto nemmeno il lancio di una marchio che richiami a Mattteo Messina Denaro, proprio come successo per Escobar e per "el Chapo". La figlia di quest'ultimo Alejandrina Guzmán ha lanciato il marchio  “El Chapo 701”, che vende t-shirt, camicie, giacche e accessori con iniziali del trafficante di droga e persino con la sua stessa faccia. Il marchio è stato presentato al concorso Intermoda nella città messicana di Guadalajara e molti curiosi non hanno esitato a visitarlo e, ovviamente, a comprare alcuni dei loro articoli, poiché il loro business è anche accessori e souvenir.

Così, in Colombia, dove molte persone ancora idolatrano Pablo Escobar,  il figlio del noto narcotrafficante  ha creato l'azienda di abbigliamento Escobar Henao – anche con il cognome materno, Victoria Eugenia Henao-, che vende magliette con foto segnaletiche e lettere autografe del padre, così come i jeans dello stesso stile usato dal "narco".

Una moda che ha il rischio di rendere ancora più leggendari personaggi che certo non possono essere un esempio per la società, anzi. Ma che purtroppo esercitano il fascino del male.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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