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Le pietre raccontano di Catania e la sua Patrona

I reperti portati alla luce nei luoghi dedicati al martirio e facenti parte di un unico santuario dedicato al culto agatino

Di Stefania Di Vita

Catania è legata  alla sua Patrona in un binomio indissolubile che è andato consolidandosi sempre più nella memoria  collettiva. Agata e Catania,  non si sono mai piegate ai tormenti del fuoco inflitti da Quinziano all’una, e dall’Etna all’altra, ma sono sempre rinate più belle,  splendenti che mai.  La Catania che vediamo oggi è quella che emerge in superficie, ma basta spostare una basola di pietra lavica che riaffiorano echi di mondi lontani, distanti nel tempo ma sempre vivi nella memoria grazie a documenti e reperti, o anche  “pietre” che, se “ascoltate”, “parlano” e raccontano.
I reperti portati alla luce tra i luoghi agatini, raccontano la storia di Catania e della sua patrona.
I luoghi dedicati al martirio di Agata confermano la costante venerazione che la città le ha tributato in ogni tempo. Questi luoghi furono i primi ad essere oggetto di culto e si trovano concentrati nella zona romana della città antica; quella in cui insiste l'anfiteatro; quella che doveva ospitare il pretorio e infine quella in cui dovevano esserci il carcere e i luoghi di tortura.
Questi luoghi, dapprima individuati in base alla tradizione e poi preservati, curati e divenuti meta di devoti, furono certamente concepiti e strutturati per dare al cittadino, venuto in preghiera, un luogo in cui potesse riconoscere e ripercorrere i momenti più sacri della vita della sua santa Patrona.
Oggi ognuna delle tre chiese dedicate al martirio è un luogo di culto a sé; si trovano infatti lungo un asse ormai nascosto dall'edilizia moderna che, partendo da piazza Stesicoro, incontra prima la chiesa di Sant'Agata alla Fornace (San Biagio), quindi Sant'Agata al Carcere ed infine la stessa chiesa della Vetere. 
Ma, secondo la tradizione, c'è stato un periodo in cui dalla chiesa di Sant'Agata la Vetere si passava direttamente dentro il Santo Carcere o dentro la piccola edicola con volta a crociera che le fa da vestibolo.
Il valore di questi luoghi, risiede dunque nel considerarli, non come fatti isolati ma come facenti parte di un unico “Santuario agatino”, importante non soltanto per il turista, che viene affascinato dalla storia di Agata e dalle architetture, ma anche per tutti quei fedeli, e sono centinaia di migliaia a Catania come nel mondo, che di questi sacri luoghi fanno meta di ferventi pellegrinaggi. 

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