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Impresa della catanese Dafne Impellizzeri: 1540 km in bicicletta

La grande passione per le due ruote della chirurga siciliana, è stata premiata:dopo la Parigi-Brest-Parigi del 2019 ha portano al termine la Londra-Edimburgo-Londra

Di Lorenzo Magrì |

Alle grandi imprese su due ruote ci aveva abituati da tempo Dafne Impellizeri, catanese, 52 anni, chirurgo presso l'Asp di Catania, capace in questi anni di percorrere migliaia di chilometri in bici grazie ad una passione per le due ruote nata per caso nel 2014 quando aveva comprato la prima bicicletta. E così dopo aver partecipato nel 2019 alla Parigi-Brest-Parigi percorrendo ben 1.240 km, si è resa protagonista con la squadra italiana di Randonneruring, lo sport di lunga distanza in bicicletta dove i partecipanti affrontano percorsi di 200 km o più, passando attraverso controlli dislocati lungo il percorso, di un’altra grande impresa. La randonneur catanese ha infatti completato insieme agli altri sei italiani e con successo la Lel, Londra-Edimburgo-Londra che fa parte della serie di brevetti di randonneurs mondiale e che si tiene ogni quattro anni dal 1989, due anni dopo la Parigi-Brest-Parigi. 

«Abbiamo percorso 1.540 chilometri – racconta Dafne Impellizzeri – su un percorso di andata e ritorno tra le capitali di Londra (Inghilterra) ed Edimburgo (Scozia), partecipando così a uno degli eventi ciclistici più difficili del Regno Unito. Essendo a numero chiuso non è stato facile partecipare e alla fine ci sono riuscita. E così sono stata tra i 1600 al via ad inseguire un sogno attraverso le terre della Gran Bretagna, partendo da Londra fino ad Edimburgo e da qui tornando indietro per rientrare a Londra , inseguendo uno dei più prestigiosi brevetti mondiali randonne, la Lel Londra-Edimburgo-Londra, 1540 km attraverso le verdi campagne inglesi e scozzesi, percorrendo l’humber bridge, il forthroad bridge, attraversando Edimburgo, Cambridge, Londra tra le fattorie e i paesini, senza posti di ristoro ma per fortuna la macchina organizzativa della Lel si conferma super collaudata, garantisce ben 20 punti di controllo che oltre a timbrarti la carta di viaggio rappresentano gli unici punti di ristoro». «Sul percorso – continua – trovi centinaia di volontari pronti a darti assistenza e il viaggio è stato fatto di tanti incontri con tanti randonneur da tutti i paesi del modo che cercano di cimentarsi in uno degli eventi di resistenza più duri tra le randonnee mondiali, inseguendo un sogno che io sono riuscita a realizzare chiudendo in 125 ore e conseguendo uno dei più prestigiosi brevetti randonne del mondo. E alla fine i tuoi sacrifici sono stati premiati!». Approfondimenti sul giornale in edicola oggiCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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