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Big tech e social, ora l’Ue pretende più trasparenza: le nuove regole

Di Redazione |

Una lunga lista di precetti da seguire per continuare a essere gradite sul suolo europeo. Con l’entrata in vigore del Digital Services Act, diventato realtà nell’ottobre 2022, tutte le piattaforme digitali sono chiamate ad adeguare le loro politiche alle norme Ue. Ma le major un pò di più delle altre. E anche più in fretta. Da ora i diciannove colossi tra social e motori di ricerca con più di 45 milioni di utenti attivi al mese – come Google, Facebook, Amazon, Apple, Microsoft, Twitter e TikTok – finiti sulla lista dei sorvegliati speciali dell’Ue hanno quattro mesi di tempo, fino al 25 agosto, per allinearsi. Ecco le principali novità:

MODERAZIONE DEI CONTENUTI – Dovrà essere più affidabile per contrastare i contenuti illegali, i bot e le fake news. Previsti sistemi di notifica e risposta per la rimozione diretta dei contenuti illegali o nocivi, la responsabilità legale nei confronti degli utenti sarà a capo delle major.

TRASPARENZA – Basta termini e condizioni lunghi e oscuri: le indicazioni di utilizzo dovranno essere semplici e concise in tutte le lingue dei Ventisette. Anche l’uso degli algoritmi dovrà essere più trasparente: le piattaforme dovranno etichettare chiaramente gli annunci pubblicitari.

NO ALLA PROFILAZIONE – Gli utenti dovranno avere la possibilità di rinunciare alla profilazione e sarà vietata qualsiasi tipo di pubblicità basata su dati sensibili come l’origine razziale o etnica, l’orientamento sessuale o le opinioni politiche.

TUTELA DEI MINORI – I sistemi saranno tutti da riprogettare per «garantire un elevato livello di privacy, sicurezza e incolumità dei minori», introducendo strumenti come la verifica dell’età e il controllo parentale. Vietato qualsiasi tipo di pubblicità mirata nei confronti dei bambini.

MITIGAZIONE DEL RISCHIO – Le piattaforme sono chiamate a presentare piani annuali di valutazione del rischio per affrontare qualsiasi minaccia che possono rappresentare per la società, compresa la salute pubblica, e quella fisica e mentale anche dei minori. Vale anche per l’uso di servizi di intelligenza artificiale come ChatGpt e MidJourney.

STRESS TEST E AUDIT – Bruxelles ha già promesso stress test durante l’estate. Poi, da fine agosto, le compagnie saranno sottoposte a controlli indipendenti regolari, oltre alla rigorosa supervisione Ue. – SANZIONI – Chi sgarra rischia di incappare in multe fino al 6% del suo giro d’affari annuo e, in caso di recidiva, nel divieto di operare sul suolo europeo.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA