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Nascono i writer che agiscono alla luce del sole per abbellire scorci

Hanno costituito l’associazione Open your mind (Apri la tua mente) che però non ha ancora una sede per mancanza di fondi

Nascono i writer che agiscono alla luce del sole per abbellire scorci

Enna - Sono “writer legali” di nuova generazione, volgarmente chiamati graffitari, giovani ennesi che hanno costituito l’associazione Open your mind (Apri la tua mente), perché vogliono muoversi alla luce del sole per mettere l’arte dei graffiti al servizio della città.

Infatti, alla festa di quartiere che si è svolta nel quartiere Ferrante di Enna bassa, hanno dato il loro contributo, affiancando Gogòl (un omaggio al sorriso) dipingendo i lunghi muri in cemento armato che costeggiano la via Civiltà del lavoro.

Sono stati diversi i giovani artisti che, lavorando gomito a gomito, hanno voluto esprimersi con la loro mano artistica dando all’intero tratto un tocco di colore più o meno omogeneo, abbellendolo con disegni unici. Tanto da ricevere plausi e consensi da parte di tanti cittadini. Spesso i graffitari vengono criticati e contestati quando deturpano le città con le loro vernici spray. A Enna si va in controtendenza e la gente apprezza l’impegno di questi giovani.

«Abbiamo un’associazione - dice il presidente Danilo Caruso - ma non abbiamo una sede grazie al Comune che non ha mai fondi e non ci concede un locale. Una sede ci servirebbe, oltre che per incontrarci, anche per tenervi gli attrezzi. Oggi ci organizziamo come possiamo, abbiamo partecipato a diversi eventi ma poi ci siamo dovuti fermare perché non abbiamo risorse economiche, considerato che molti sono giovanissimi. Tra noi ci sono artisti veramente bravi che dipingono anche quadri, non solo sui muri con graffiti veri e propri. Uno di questi si trova sul muro di fronte la ragioneria».

«L’associazione - aggiunge - è nata per fare prevenzione, per fare in modo che la carica creativa dei ragazzi non si disperda o si traduca in qualcosa di negativo. La nostra idea è quella di mantenerci nell’ambito della legalità, dare ai ragazzi spazi autorizzati da parte del comune per dipingere e per aggregarsi in modo costruttivo».

I graffitari sono amati e a volte anche odiati, anche se - sottolinea Caruso - il colore non ha mai fatto male a nessuno, la tristezza e il grigiore si. In molte città i graffiti sono ormai un’arte consolidata e spesso anche pagata, dove si riescono a dipingere perfino facciate di palazzi, marchi e volti importanti. A Caltanissetta, per esempio, ci sono opere realizzate per la chiesa dove sono state dipinte figure di vecchi papi. Sarebbe bello, ad esempio, qui a Enna se si potessero dipingere le grigie saracinesche di molti negozi».

Giacomo Lisacchi

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