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La stoccata d'oro di Daniele Garozzo: «Sono come impazzito»

E' pazzo di gioia lo schermidore acese che ieri ha vinto alle Olimpiadi nel fioretto individuale. E poco gli importa se la sua medaglia d'oro è la 201

Olimpiadi,  l'acese Daniele Garozzomedaglia d'oro nel fioretto individuale

RIO DE JANEIRO - "Non ho parole, quando ho visto la lucetta dell’ultima stoccata sono come impazzito...". Daniele Garozzo commenta così le sue emozioni dopo aver conquistato la medaglia d’oro nella finale del fioretto maschile individuale. Il siciliano si è imposto sullo statunitense Alexander Massialas per 15-11, lo stesso che aveva eliminato nei quarti Giorgio Avola in rimonta: "Se avevo paura anche io di una rimonta? No, anche se me l’aveva già fatta in Coppa del Mondo... E' comunque una sua caratteristica, lo fa spesso". Il torneo dello schermidore azzurro è stato sempre brillante: "Il momento più difficile è stato l’assalto contro l’egiziano Alaaeldin Abouelkassem: "Era un avversario titolato, ero sotto 7-3 ed ho faticato ad entrare nel match. Ero in forma strepitosa e tutto è stato perfetto".


"E' una gioia indescrivibile, la tensione e lo stress c'erano ma in pedana ho cercato di non mostrarli - ha proseguito Garozzo -. Il judoka Basile ha vinto la 200esima medaglia alle Olimpiadi per l'Italia? Sono contento per lui, per me non era importante". 24 anni compiuti lo scorso 4 agosto, il più giovane e l’unico esordiente del gruppo dei fiorettisti azzurri non avverte ora la responsabilità di caricarsi sulle spalle una intera arma: "Non ci penso ora e non ci penserò domani, sono felice per quanto fatto e non mi agita l’idea di diventare un punto di riferimento".

Alla fine, un abbraccio al suo tecnico, Fabio Galli, e un bacio alla sua fidanzata, la fiorettista Alice Volpi, il catanese di Acireale, tifoso della Juventus e tesserato per le Fiamme Gialle, si godrà Rio solo dopo i Giochi: "Ora mi concentrerò subito sulla prova a squadre, poi vorrei giocare tanto a calcetto sulle spiagge di Copacabana". Garozzo, che si allena a Frascati, sa già come investire i soldi del premio: "Mi servono a pagare il mutuo della casa... Se ho fatto un fioretto particolare in caso di vittoria? No, nessun taglio di capelli o cose del genere". Iscritto alla Facoltà di Medicina a Tor Vergata, il siciliano è al terzo anno: "Nell’ultimo periodo ho un pò trascurato gli studi proprio pensando a Rio ma voglio recuperare il tempo perduto". 

A Rio Daniele sta vivendo l’esperienza ai Giochi insieme al fratello maggiore Enrico, specialista della spada e oggi sul podio: pochi attimi dopo la vittoria i due si sono stretti in un lungo abbraccio.

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commenti 1
  • FratelliPii

    08 Agosto 2016 - 16:04

    una bella e limpida storia, di due fratelli e di un papà e una mamma!

    Rispondi

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