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Vaccini, la Regione contro la Rai: «Report fa disinformazione»

Mario Palermo, direttore del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe), critica il servizio sul papilloma virus: «Sistema di vigilanza molto rigido che non trascura nulla»

Paura e disinformazione, vaccini in calo in Sicilia

PALERMO - «La Rai è un servizio pubblico e non si può permettere di mandare in onda una puntata come quella di Report sul vaccino anti papiloma virus. E’ disinformazione». A scagliarsi contro la trasmissione di Rai 3 è Mario Palermo, direttore del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) Igiene pubblica e rischio ambientale dell’assessorato alla Salute della Regione siciliana.

 

Un vaccino, quello HPV, che Palermo definisce "fondamentale" per la prevenzione di alcuni virus che colpiscono mucose e genitali e che costituiscono la prima causa del tumore del collo dell’utero. «Non voglio entrare nel merito della trasmissione - sottolinea - ma voglio dire qualcosa sul sistema di vaccino-vigilanza. In Italia l’Aifa delega la vigilanza alle Regioni e proprio la Sicilia si occupa di quella sul vaccino anti papiloma virus». Un sistema accurato, secondo Palermo, e che non trascura nulla. 

 

«Sui vaccini il sistema di vigilanza è molto rigido - spiega - Le uniche reazioni ad essere considerate accettabili sono quelle locali, dipendenti cioè dall’iniezione, come un leggero rialzo della temperatura. Qualunque altro tipo di reazione sistemica non è ammissibile e deve essere segnalata».

 

L’Aifa raccoglie le segnalazioni arrivate dalle singole regioni e poi, per quanto riguarda il vaccino Hpv, le invia alla Sicilia che ha il compito di analizzarle. «La commissione di vigilanza - prosegue Palermo - ha il compito di individuare i meccanismi che hanno provocato la reazione e valutare se questi segnali sono correlabili alla vaccinazione. Ogni anno sono oltre duemila i segnali che arrivano e di questi nessuno è stato mai valutato come correlabile al vaccino».

 

Ma non è solo la Regione a contestare il servizio di Report  sul vaccino contro il Papilloma virus e sulle "reazioni avverse" a questo tipo di vaccinazione contro il tumore al collo dell’utero. «E' come gridare che c'è una bomba in uno stadio affollato e vedere la gente che fugge e calpesta i bambini», ha attaccato Roberto Burioni, noto medico pro-vaccini, mentre sono insorti il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi e la Società italiana di virologia. «Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica, instillando timore nei confronti di una pratica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da un cancro aggressivo e spesso mortale», ha polemizza invece il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ricordando di medici, scienziati e istituzioni di tutto il mondo per «controbattere ai falsi miti degli anti vax».

 

Sigfrido Ranucci, che cura e conduce lo storico programma di inchieste, dopo l’era Gabanelli, non ci sta: «Report non ha mai messo in dubbio l’utilità dei vaccini: chi lo asserisce non ha visto la trasmissione». L’inchiesta, spiega, si è soffermata sulla segnalazione delle reazioni avverse ai vaccini e sul "reclamo dei medici danesi al Mediatore europeo, che ha il compito di vigilare anche sui metodi con cui i vaccini entrano sul mercato, che è stato accolto». Interviene anche la Rai, sottolineando di essere «da sempre a sostegno di scienza e vaccini» e annunciando una nuova campagna di sensibilizzazione sul tema, «massiccia e pervasiva», pronta «entro giugno».

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