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Nave sequestrata a Trapani: i legali della Ong preparano ricorso

Ai giudici del Riesame verrà chiesta la restituzione della Iuventa e del materiale sequestrato a bordo: pc e documenti.

L'Ong era in contatto con i trafficanti: ecco perché è stata sequestrata la nave Iuventa

PALERMO - Il giorno dopo il sequestro della nave Iuventa, mentre sui social infuria la guerra tra sostenitori e detrattori della Jugend Rettet, la ong proprietaria dell’imbarcazione, la difesa della organizzazione non governativa tedesca affila le armi. «Faremo ricorso al tribunale del Riesame di Trapani contro il sequestro», annuncia l'avvocato Leonardo Marino nominato difensore dal legale rappresentante dell’associazione umanitaria, Katrin Schmidt.

L’imbarcazione, fermata nel mare di Lampedusa su ordine del gip, è partita per Trapani, dove sarà a disposizione dell’autorità giudiziaria che indaga su contatti tra l’ equipaggio della nave e scafisti libici. I magistrati procedono a carico di ignoti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Per i pm, che hanno cominciato a indagare su input di due operatori di Save The Children, almeno in tre occasioni l’ equipaggio della Iuventa si sarebbe spinto a ridosso delle coste libiche per prendere a bordo profughi che non versavano in situazioni di pericolo. L’inchiesta tratteggia un accordo tra Iuventa, diventata una sorta di taxi per i profughi, e scafisti a cui venivano persino restituite le imbarcazioni. Una condotta irregolare, punita dal codice penale, che, però, hanno precisato i magistrati, non aveva scopi di lucro, ma era dettata da motivi umanitari.

L’ong Jugend Rettet su Twitter scrive: «Per noi il salvataggio di vite umane è e sarà la priorità e ci dispiace non poter operare nella zona di ricerca e salvataggio in questo momento. Non vogliamo fare alcuna ipotesi, per questo stiamo raccogliendo informazioni a tutti i livelli e solo dopo potremmo valutare le accuse. Speriamo di incontrare le autorità italiane prestissimo».

La strategia difensiva verrà messa a punto nei prossimi giorni quando i vertici della ong verranno in Italia ad incontrare il penalista, esperto di diritto dell’immigrazione. Di certo ai giudici del Riesame di Trapani verrà chiesta la restituzione della Iuventa e del materiale sequestrato a bordo: pc e documenti. L’equipaggio, sentito dagli inquirenti ieri mattina, intanto è stato trasferito, con scorta della Guardia Costiera, in case private dell’isola solitamente destinate all’ affitto ai turisti.

Il portavoce della Commissione europea Mina Andreeva commenta: "sappiamo dell’incidente ma non abbiamo dettagli. Abbiamo fiducia nelle autorità italiane che stanno gestendo la cosa».

L’ong tedesca, insieme a Msf, Sos Mediterranee e Sea-Watch, non ha firmato il codice di condotta per i soccorsi in mare predisposto dal Viminale. A sottoscrivere le regole del ministero dell’Interno sono state, invece, Moas, Save the children, Proactiva Open Arms e Sea-Eye.

«Mi dispiace che alcune ong abbiano scelto di non firmare. Dobbiamo lavorare tutti assieme per smantellare il modello di business dei trafficanti ed evitare le morti dei migranti. Per questo chiedo di nuovo a tutte le organizzazioni di aderire all’iniziativa», dice il commissario europeo a Migrazione e Affari interni Dimitris Avramopoulos.

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