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Covid-19

Corsa ai tamponi anche in Sicilia alla vigilia del pass obbligatorio al lavoro

Tante prenotazioni in farmacia, ma nessun caos e nessun problema di approvvigionamento dei test antigenici

Di Antonio Fiasconaro

I numeri sono inequivocabili: in Sicilia sono 120mila i dipendenti pubblici e 80mila nel privato industriale chiamati ad avere entro domani il green pass per potere accedere al lavoro. C’è una corsa al certificato verde, così come sta accadendo in altre città italiane, ma pare non ci siano problemi di approvvigionamento, code e caos.

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Le agende con le prenotazioni nelle  farmacie siciliane per i tamponi antigenici rapidi sono quasi tutte “sold out”. Ma come detto la corsa a conquistare il green pass evitando la strada del vaccino non sta però provocando nell’Isola, al momento, alcuna criticità.  «Sul reperimento dei tamponi nm sonos tate segnalati problemi, forse c'è qualche criticità sull'organizzazione nel mondo del lavoro ma era stato evidenziato per tempo dalle Regioni» ha detto questa mattina l’assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza, a margine della firma della convenzione con il Rizzoli di Bologna.  

Occorre però stare vigili soprattutto oggi vigilia dell’entrata in vigore dell'obbligatorietà del certificato verde negli uffici pubblici e nelle aziende private.
«L'aumento della domanda di tamponi antigenici legato all'obbligo del green pass - dichiara Roberto Tobia, segretario nazionale  di Federfarma - porta a due tipi di conseguenze: da un lato, le farmacie che già effettuano i test potranno ampliare questa attività organizzandosi con personale dedicato esclusivamente alla somministrazione dei tamponi; dall'altro lato, le farmacie che finora non l'hanno fatto si potranno attivare per rendere disponibile il servizio. Comunque auspichiamo di effettuare sempre meno tamponi e sempre più vaccini, perché la pandemia si combatte con la vaccinazione. Solo incrementando il numero di vaccinati si potrà raggiungere un'adeguata copertura della popolazione. Le farmacie sono pronte».

In Sicilia su un totale di quasi 1.600 farmacie tra le quali 14 pubbliche, hanno aderito finora  al “Protocollo Tamponi Rapidi” per il contrasto e contenimento dell’emergenza Covid in 355.  

Al momento, come riferiscono da Federfarma non si registra alcuna emergenza. Le farmacie che offrono il servizio sono pronte a soddisfare le richieste, avendo a disposizione un sufficiente numero di tamponi e personale dedicato. 

Solo in alcuni limitati casi è stato raggiunto il numero massimo di prenotazioni per la giornata odierna, ma è possibile sottoporsi a tampone negli spazi successivi disponibili, e al momento risulta che nella maggior parte delle farmacie aderenti all'iniziativa vi siano ancora turni liberi.

 I tamponi rapidi in farmacia costano 8 euro per i ragazzi tra i 12 e i 18 anni e 15 euro per tutti gli altri. La remunerazione complessiva per le farmacie sarà in entrambi i casi di 15 euro (nel caso dei minori i 7 euro di differenza saranno a carico dello Stato) cifra in cui far rientrare i costi della somministrazione e dei test, così come il rilascio della certificazione digitale. 

«Posso assicurare che al momento la situazione nelle farmacie è sotto controllo - sottolinea Mario Bilardo presidente provinciale dell’Ordine dei Farmacisti di Palermo - e la situazione è quasi identica nel resto della Sicilia. Dobbiamo però stare attenti alla giornata di domani (oggi per chi legge, ndr) perché potrebbe registrarsi un maggiore afflusso anche se i cittadini dovranno  rispettare rigorosamente le prenotazioni, Finora hanno aderito in Sicilia 355 farmacie: 40 ad Agrigento, 12 a Caltanissetta, 89 a Catania, 19 ad Enna, 42 a Messina, 75 a Palermo, 32 a Ragusa, 27 a Siracusa e 19 a Trapani. E’ un numero sempre in evoluzione».

E negli hub vaccinali dell’Isola dove i tamponi vengono effettuati con il sistema del “drive-in” come va. Anche qui sembra ci sia un incremento ma nessun  affollamento o assalto alla “diligenza” per conquistare il green pass. 

«Non c’è stato finora un incremento sensibile per i tamponi rapidi - sottolinea Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid dell’area metropolitana di Palermo - sia in città che in provincia abbiamo un gran numero di soggetti ormai vaccinati e in possesso del green pass. Quello che rimane è veramente residuale».

 

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