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Cronaca

Processo Open Arms, l'Ufficiale della Capitaneria di Porto: «Dal Viminale nessuna richiesta di soccorso»

Sergio Ilardo sta deponendo nel procedimento contro l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini accusato di sequestro di persona. «La Spagna si era offerta di accogliere la nave Ong ma le condizioni del mare non permettevano la navigazione» 

Di Redazione

Nessun allarme sicurezza venne lanciato dal Viminale alle Capitanerie di Porto in merito ai migranti soccorsi nell’agosto del 2019 dalla nave della ong Catalana Open Arms. Lo ha detto il capitano Sergio Liardo capo del III Reparto "Piani e Operazioni" e Imrcc del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, che sta deponendo al processo a Matteo Salvini, imputato a Palermo di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver impedito a 147 profughi soccorsi dalla nave spagnola di attraccare a Lampedusa. L'ufficiale sta rispondendo alle domande del pm Gery Ferrara e ha ricostruito tutte le fasi dei soccorsi: la nave intervenne tre volte, una delle quali in acque libiche, per portare aiuto a tre distinti gruppi di migranti. Liardo ha ricordato le richieste di porto sicuro mandate dalla ong a Malta e all’Italia, il silenzio de La Valletta, il decreto di interdizione delle acque italiane emesso dal governo e poi annullato dal Tar e ha ricordato che la Spagna aveva offerto la possibilità di attracco all’imbarcazione, ma la ong comunicò che le condizioni meteo e quelle dei profughi non avrebbero consentito un viaggio fino alla penisola iberica. Impossibile anche fare proseguire la nave verso Trapani o Taranto: il mare era forza 4 con onde di 2 metri.

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«Oggi è un giorno troppo importante perché la guardia costiera Italiana testimonierà. E da questo processo mi aspetto giustizia per tutte le persone che soffrono» ha detto invece prima dell’udienza Oscar Camps, fondatore e portavoce dell’ong spagnola Open Arms, parlando con i giornalisti fuori dall’aula bunker del carcere Pagliarelli a Palermo.

«Non c'è cosa più importante che salvare le vite, è la cosa più importante che può fare un uomo per un altro uomo - ha proseguito -. E anche Salvini farebbe lo stesso se si trovasse in una situazione di questo tipo».

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