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L'analisi

Giovani a rischio, deputati liberi di scegliere se dire o fare

Dal maggio dell’anno scorso giace nelle tante stanze di Palazzo dei Normanni un disegno di legge - primo firmatario il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno - che mira a strutturare progetti di prevenzione della devianza minorile che si richiamano al modello Di Bella

Di Antonello Piraneo |

La misura è forte, coraggiosa, volendo anche giuridicamente ardita, ma soprattutto è efficace per dare l’opportunità di un futuro diverso rispetto a una probabile “carriera criminale” ai ragazzi che vivono in contesti mafiosi, che assorbono come fossero spugne la logica della prevaricazione, della violenza, del rifiuto di ogni regola, cominciando dallo stare lontano da scuola pur essendo in età dell’obbligo.Il progetto si chiama “Liberi di scegliere”, come noto ha in Calabria la terra d’origine e in Roberto Di Bella, da tre anni presidente del Tribunale dei minorenni di Catania, il suo mentore. Un modello raccontato dai media di tutto il mondo, celebrato dalle Istituzioni nelle sue varie articolazioni, normato da protocolli specifici, graduato da premialità e sanzioni. Allontanare i ragazzi da un habitat molto più che borderline: uno strumento di prevenzione. Perché la mafiosità, purtroppo, si eredita se gli anticorpi sono deficitari, se la povertà educativa è direttamente proporzionale al contesto criminale in cui un bambino cresce, se l’ascensore sociale è fermo ai piani bassi per deficienze strutturali delle città piccole grandi. Di questo si tratta.

Fine del preambolo. Andiamo al sodo, alla sostanza delle cose, superando la retorica degli slogan e dei tavoli di confronto – perché si sa, un tavolo non si nega mai a nessuno, anche se poi gli si segano le gambe restando sulla superficie dei problemi.

E dunque: dal maggio dell’anno scorso giace nelle tante stanze di Palazzo dei Normanni un disegno di legge – primo firmatario il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, di certo non un dettaglio, piuttosto una sorta di clausola di salvaguardia – che mira a strutturare progetti di prevenzione della devianza minorile che si richiamano appunto al modello Di Bella, fornendo al territorio, agli enti locali in perenne asfissia economica, un contributo finanziario per sostenerli in maniera adeguata: oggi seguire un ragazzo cui è stata data l’opportunità di essere “libero di scegliere” costa circa 100 euro al giorno al comune che lo accoglie.

L’Assemblea Regionale Siciliana è quel Parlamento che “a corredo” della Finanziaria, appena lo scorso novembre mese fa ha approvato, senza rossore alcuno e con consenso trasversale, la spartizione tra i deputati di fondi, di mancette da riversare nei rispettivi collegi. Tanto a me, tanto a te, il “bottino” delle clientele da dividersi (in base a un machiavellico algoritmo). Questa stessa Assemblea riuscirà a superarsi non portando in Aula, senza darle una corsia preferenziale, questo disegno di legge dall’alto valore simbolico e dal modesto impegno di spesa? L’interrogativo vuole essere retorico, confidando che dopo il previsto esame in VI Commissione il testo vada avanti in maniera spedita e con le adeguate coperture finanziarie: si trovano tra le pieghe delle mille voci di spesa quando lo si vuol fare. D’altronde c’è il precedente della legge sulla povertà, approvata nella passata legislatura. Per questo dall’Aula ci si aspetta una risposta che vada oltre un comunicato di circostanza.Anche i deputati sono liberi di scegliere: di scegliere come interpretare il mandato ricevuto.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA