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Per dieci ore sulla sedia a rotelle anziché su una lettiga: odissea per una insegnante in pensione di Realmonte

Agrigento

Per dieci ore sulla sedia a rotelle anziché su una lettiga: odissea per una insegnante in pensione di Realmonte

Di Gaetano Ravanà

Per 10 ore costretta su una sedia a rotelle senza la possibilità di poter nemmeno cambiare il pannolino. Un Ferragosto che difficilmente dimentichera una ex insegnante in pensione di Realmonte che qualche tempo fa è stata colpita da una ischemia che le ha paralizzato la parte sinistra del corpo.

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La donna, nel giorno della vigilia di Ferragosto, ha accusato dei problemi tanto da convincere i familiari a portarla all’ospedale di Agrigento.

Ed è qui, secondo il racconto dei familiari che comincia l’odissea. Tra il pericolo del Covid e quindi le relative misure per evitare guai e, il super affollamento di degenti, un classico di questo periodo, la donna è stata messa su una sedia a rotelle in attesa delle analisi ed esami del caso.

Dopo qualche ora, visto che le analisi non arrivavano, la figlia ha chiesto una lettiga per fare stare meglio la mamma, ma si è sentita rispondere che non ce n’erano disponibili. Il problema è che la povera donna, è dovuta rimanere sulla sedia fino alla mezzanotte. Nel frattempo, è stata la figlia a cambiare il pannolino alla mamma in una situazione complicata visto che questa operazione viene fatta con il degente coricato.

“Per fortuna – dice la figlia Rossella – poi mia mamma non aveva nulla di importante, ma quello che è successo a noi può succedere a chiunque, proprio per questo motivo ha scritto una lettera di disappunto ai vertici ospedalieri. Non può una persona perdere anche la dignità, se ci si reca all’ospedale è per motivi validi, non certo per trascorrere ore ed ore in attesa di chissà che”.

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