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Catania, contagiati dal virus (quasi) spariti dai pronto soccorso

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Catania, contagiati dal virus (quasi) spariti dai pronto soccorso

Di Giuseppe Bonaccorsi
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In compenso, però, il dato che emerge con insistenza ormai da oltre 15 giorni è che gli accessi di positivi da Covid negli ospedali sono quasi spariti. Solo sporadici casi al punto tale che ieri il primario di Malattie infettive del Cannizzaro, Carmelo Iacobello, ha dichiarato che «se continua così entro i primi di giugno non avremo più malati ricoverati, che al momento sono 14 contro i 40 del passato».

Qualche giorno fa la primaria della Rianimazione dello stesso ospedale, Maria Concetta Monea, aveva dichiarato che nel suo reparto non ci sono più intubati Covid. E così come era stato già detto una ventina di giorni fa alcuni esperti, tra cui proprio Iacobello, tornano a sostenere e ribadire che il coronavirus si è modificato, «abbasssando la sua aggressività». Ma soprattutto oggi si cominica a sostenere che «raramente un virus che ha diminuito la sua patogenicità può mutare peggiorando la sua virulenza».

Questo concetto - da noi anticipato già in tempi non sospetti, proprio attraverso una intervista a Iacobello e ad altri esperti come il dott. Liberti - adesso si sta facendo strada anche in campo nazionale e si scopre che in altri ospedali del nord - non certamente in quelli della Lombardia - sono crollati i ricoveri nelle malattie infettive e nelle terapie intensive.

Ma la battaglia non si è ancora conclusa - anche se dal numero di cittadini scesi in strada sembra che molti siano, invece, convinti che ormai il Covid sia alle spalle - e sarà la prossima settimana a dirci come stanno le cose e se la curva ricomincerà a risalire.

Intanto negli ospedali bisogna cominciare a fare i conti anche con gli attacchi di panico e i disturbi mentali, plausibili dopo la martellante campagna d’informazione sui sintomi, sui ricoveri e sul numero di morti per coronavirus. Due giorni fa in un pronto soccorso cittadino si è presentato un signore poco più che quarantenne, ex positivo al Covid, già ricoverato in un ospedale e dimesso poco tempo fa dopo due tamponi negativi.

L’uomo accusava tutti i sintomi del Covid e soprattutto difficoltà respiratorie tanto che i medici hanno subito effettuato un terzo tampone, temendo di trovarsi davanti al primo caso in provincia (e forse in Sicilia) di ricontagio da coronavirus. Ma il tampone è risultato nuovamente negativo. A questo punto i medici insospettiti hanno cercato di capirci di più e sembra che il paziente sia affetto da attacchi di panico ed è convinto di riavere il virus in corpo. Per cui alla fine - dopo aver ottenuto il via libera dai medici delle Malattie infettive - l’uomo è stato ricoverato in malattie infettive per rassicurarlo e tranquillizzarlo che il Covid non ce l’ha più.

Continuano ad averlo, al contrario, all’incirca 350 positivi catanesi e della provincia che restano isolati a casa in attesa che le Usca (Unità di assistenza territoriale) lo prendano in carico. Proprio per rendere ancora più capillare questa assistenza, che in passato è mancata quasi totalmente, eccetto il triage telefonico del medici di famiglia, il neo commissario ad acta dell’Asp, ma solo per le questioni Covid, dott. Pino Liberti, ha cominciato a muoversi sul campo sotto la nuova veste e la prossima settimane si incontrerà con i direttori delle unità operative, dei dipartimenti e i rappresentanti dei medici di famiglia per concordare con loro una strategia di intervento sul territorio.

Speriamo che in questo caso i tempi siano celeri e che la lentezza burocratica dell’Asp finalmente trovi una marcia in più.

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