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Migranti, i giudici amministrativi a Musumeci: basta delegittimazioni

Cronaca

Migranti, i giudici amministrativi a Musumeci: basta delegittimazioni

Di Redazione

PALERMO  - Stop con le «delegittimazioni» nei confronti dei giudici amministrativi che intervengono sul tema caldo del contenzioso tra enti locali e governo centrale in relazione alla gestione dei migranti. Lo chiedono i magistrati amministrativi, rivolgendosi ai soggetti istituzionali in generale e in particolare al governatore siciliano Nello Musumeci.

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«In relazione alle dichiarazioni del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, riferite al decreto cautelare con il quale il Presidente della 3^ Sezione del T.A.R. Sicilia ha accolto l’istanza cautelare proposta dal Governo contro l'ordinanza regionale che aveva disposto la chiusura e lo sgombero dei centri di accoglienza per migranti, il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa rivolge a tutti i soggetti titolari di ruoli istituzionali e a tutte le forze politiche l’invito ad astenersi dalla strumentalizzazione delle vicende giurisdizionali, fermo restando il libero dibattito circa il merito delle decisioni assunte dai giudici amministrativi».

Inoltre, i vertici della giustizia amministrativa invitano «tutte le forze politiche ad osservare il dovuto rispetto per le persone dei magistrati impegnati nel servizio di giustizia, che costituisce la prima ed ineliminabile garanzia di imparzialità, nell’interesse di tutti. Ribadisce che va respinto ogni tentativo di delegittimazione dell’Organo chiamato a decidere la controversia, ricordando che i pregressi incarichi eventualmente svolti dal magistrato, nel rispetto delle regole dell’ordinamento e su autorizzazione del Consiglio di Presidenza, non possono costituire argomento per mettere in dubbio l’indipendenza e l’imparzialità dell’Organo».

Musumeci aveva attaccato la decisione della presidente della Terza sezione del Tar, dottoressa Maria Cristina Quiligotti, perchè la giudice era stata consulente del governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Esponenti del centrodestra sono intervenuti ricordando che la magistrata è stata anche consulente di Berlusconi e Calderoli. 

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