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Il respiro di "Ciatu" al Teatro Sangiorgi di Catania

Sarà in scena dal 12 al 16 dicembre, in forza della sinergia stretta tra lo Stabile e il Teatro Massimo Bellini. L'allestimento è della Compagnia Néon per la regia di Monica Felloni

Il respiro di "Ciatu" al Teatro Sangiorgi di Catania

CATANIA – «Ci sono più parole in un millimetro di pelle che in mille pagine di carta», in questa parafrasi shakespeariana, un autore sensibile e profondo come Piero Ristagno esprime tutta la poesia e il significato di “Ciatu”, lo spettacolo che vede in scena la Compagnia Néon per la regia di Monica Felloni. «La messinscena – svela ancora Ristagno – è il succedersi di azioni teatrali intrise di canto, poesia, immagini, musica e danza in una sequenza appassionata e lieve. È arte che accoglie il futuro dal quale trae linfa per vivere. È tempo, è spazio, è molteplicità di corpi. ci si scrive amore a ogni tocco di corpo».

Con questa produzione, realizzata appunto in collaborazione con l’Associazione Culturale Neon, il Teatro Stabile di Catania prosegue lungo una linea direttrice che accoglie anche azzera la diversità in una più alta e inclusiva dimensione sociale e civile. Ciatu sarà in scena dal 12 al 16 dicembre al Teatro Sangiorgi di Catania, in forza della sinergia stretta tra lo Stabile e il Teatro Massimo Bellini. Cinque recite per le scuole, di cui le prime quattro fissate alle ore 10 e l'ultima alle 20.45, aperta al pubblico. Lo spettacolo, che nel tempo ha conosciuto una straordinaria evoluzione, vanta importanti e qualificati crediti. I testi originali sono di Piero Ristagno, Danilo Ferrari, Stefania Licciardello, Manuela Partanni, Chiara Tinnirello; l’elaborazione drammaturgica è di Federico Ristagno.

Ricordiamo, tra i creatori dello spettacolo, la stessa Monica Felloni, Manuela Partanni, Patrizia Fichera, Stefania Licciardello. In scena agiscono oggi gli interpreti Maria Stella Accolla, Roberta Aquilotti, Kevin Cariotti, Anna Cutore, Luca D’Angelo, Emanuela Dei Pieri, Danilo Ferrari, Antonio Fichera, Alfina Fresta, Giovanni Gerace, Enzo Malerba, Manuela Munafò, Emily Reitano, Dalila Ruggeri, Dorotea Samperi, Gaia Santuccio. L’allestimento si avvale altresì di preziose collaborazioni, che piace riportare integralmente: Manuela Partanni per i movimenti coreografici; Jessica Hauf per i video, Ester Saitta quale operatrice di acquaticità, Gaetano Impallomeni per i costumi con l’apporto della sarta Grazia Prizzi, Pippo D’Angelo per gli allestimenti, Francesco Noè per la direzione tecnica e ancora Monica Felloni per la regia video.

«In scena – evidenzia Monica Felloni – è il genere umano, nella sua varietà possibile, che si contamina nel linguaggio, si cerca nella parola, si mostra nel gesto, coesiste all’interno di relazioni fatte di specialità ordinarie ed eccezionali. Ciatu non ha confini di lingua, è un intreccio di relazioni, è una esperienza che avvolge tutti i partecipanti, è uno scambio di emozioni attraverso l’uso dei diversi linguaggi dello spettacolo dal vivo. In Ciatu si allestisce una scena-mondo affidata alla peculiare diversità di ogni attore coinvolto. La differenza diviene la tela sulla quale arte e natura si iscrivono per generare la bellezza di ogni forma dell’essere vita. Il pubblico, allo stesso modo, è parte integrante dell’opera nella quale vengono esaltate le diversità del singolo; un pubblico che non esclude nessuno e che partecipa attivamente alla realizzazione e al completamento dell’azione performativa».

Un percorso in cui si azzerano barriere e luoghi comuni. «In “Ciatu” – spiega ancoa la Felloni – tutto è normale e speciale al tempo stesso. Gli attori in scena e gli spettatori sono un tutt’uno, un unico corpo che inspira la vita, occhi negli occhi, fiato nel fiato e l’azione del palco si riverbera sulla platea senza distanze o interruzioni formando un reticolo di respiri vivi. Sì. “Ciatu” è il respiro degli uomini che vive e sopravvive dal liquido amniotico in poi, sino a dopo la fine. È la storia di questo respiro. Nucleo narrativo è la vita e il pensiero di Giordano Bruno. In scena è la vita umana, dalla nascita all’estrema vecchiaia ed è tra questi estremi temporali che si intrecciano le relazioni umane, più o meno liete. Corpo e anima sono una radice profonda in Bruno, un pensiero che unifica, che non divide, che guarda la totalità. Corpo e anima non sono due cose, sono la persona».

Prezzo biglietti. Intero € 5,00. Ingresso per gli insegnanti, dirigenti scolastici e accompagnatori: gratuito. Per le prenotazioni di gruppi scolastici è possibile contattare: 0957310843 email tiziana.ali@teatrostabilecatania.it 3463046468 email info@associazioneculturaleneon.it

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