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La Premiata Forneria Marconi rilegge Fabrizio De Andrè

Di Redazione |

Nel lirismo che emana l’assolo di chitarra in “Amico Fragile”, Franco Mussida fino a qualche anno fa, oggi nelle dita di Marco Sfogli, risiede l’emotività del sodalizio tra Fabrizio De Andrè e la Premiata Forneria Marconi.

La band portavoce del linguaggio progressive, il recente “Emotional Tattoo” progetto discografico a parte, è servito da rampa per un tour universale in ogni angolo del pianeta, capeggiata dal randagio Franz Di Cioccio, sua stessa autodefinizione, ha ripreso le chiavi della lettura del Faber a quaranta anni da quel momento nato in Sardegna, che diede in due live, uno dei momenti più alti della discografia italiana.

Marsala, Teatro Impero, scena della kermesse, stasera si replica al Metropolitan di Catania, inondata dal carisma di un repertorio senza età che viaggia sull’intensità espressiva ed armonica dettata da Patrick Djivas, Flavio Premoli, Lucio “Violino” Fabbri e l’ulteriore presenza di Michele Ascolese, chitarrista storico del cantautore genovese.“Bocca di Rosa”, “Volta la Carta”, “Andrea”, “Rimini”, “La canzone di Marinella”, eseguita con la presenza campionata della voce del Faber, testimoniano la magnifica intesa tra De Andrè e la Premiata Forneria Marconi, che veleggia in direzione ostinata e contraria, verso l’eternità.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA