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Il Catania in serie D? A metà maggio attesa la risposta

Qualcosa si muove ma...Soltanto un forte gruppo imprenditoriale potrà farsi artefice della rinascita della gloriosa società

Di Giovanni Tomasello

 Un futuro tutto da scrivere con l’obbligata e solerte ricerca al di là delle possibili iniziative di azionariato popolare o diffuso che potranno semmai fare da supporto alla rinascita del Catania - di un gruppo imprenditoriale dalle basi solide che possa garantire un piano almeno triennale con una disponibilità di fondi che s’aggira sui dieci milioni di euro.

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Ci sembra l’unica strada da percorrere evitando di creare facili illusioni nei tifosi e al contrario presentare da qui a una quindicina di giorni alla Federcalcio un progetto serio che porti il “nuovo” Catania a essere ammesso al campionato di Serie D allontanando il rischio di ripartire dall’Eccellenza. Credo che questa necessità sia stata compresa anche dal gruppo di avvocati - Ingrassia, Scuderi e Trantino - che si sono proposti facendo nascere un movimento per vigilare sulla nascita del “nuovo” Catania ma che ben conoscono il motivo per cui il club rossazzurro dopo otto anni di Serie A sia sprofondato prima nel sottoscala per poi essere cancellato del tutto tra l’indifferenza di chi avrebbe potuto fare qualcosa e invece ha fatto finta di nulla...  

Basta vivere di ricordi o rimpianti legati pure a momenti oscuri passati nella storia del club, il Catania ha bisogno di un magnate o comunque di un gruppo solido. Che poi i professionisti facoltosi di questa città vogliano mettere mani al portafoglio formando magari un 10% di capitale proveniente dall’azionariato diffuso, sarà una garanzia in più e una nota di merito. Una lodevole iniziativa è già partita. «Qualcosa ci muove» ha confermato ieri l’assessore allo sport del Comune, Sergio Parisi  che si è sentito telefonicamente con il presidente della Figc, Gabriele Gravina per avere ulteriori chiarimenti sull’iter da seguire per l’iscrizione del nuovo club rossazzurro al campionato - si spera - di Serie D anche se soltanto dopo la metà di maggio si potranno avere certezze sul futuro del Catania.

«Abbiamo avuto una lunga discussione con il presidente della Figc - sono state le parole dell’assessore Parisi - e il dott. Gravina ha demandato qualunque tipo di decisione al Consiglio federale fissato per il 18 maggio, giorno più giorno meno. Il numero uno della Federcalcio ha dato la sua piena disponibilità nel caso in cui dovesse essere accettata la nostra proposta, a un rapporto di collaborazione riguardante la manifestazione d’interesse per quelli che saranno i contenuti della manifestazione d’interesse. Noi abbiamo ribadito che saranno seguite tutte le prescrizioni previste nell’articolo 52 della Noif. Ci dicono che stanno per formarsi gruppi in grado di far nascere la nuova società ma nessuno si è ancora fatto avanti in maniera ufficiale.   Sono ottimista su una partecipazione al campionato di Serie D e mi auguro che dopo aver pubblicato la manifestazione d’interesse si presenteranno soggetti in grado di riportare presto il Catania nel calcio che conta, ma siamo ancora all’inizio. Noi in ogni caso vigileremo».
Ovviamente c’è apprensione tra i tifosi rossazzurri di fronte all’incertezza della Serie dalla quale ripartirà il “nuovo Catania ma francamente non crediamo che la Figc negherà di fronte a un progetto serio e a una proprietà sicura, l’ammissione al campionato di Serie D. A Roma sanno bene quanto il calcio sia seguito a Catania e la maturità abbinata alla passione della tifoseria rossazzurra costretta negli ultimi anni a ingoiare bocconi amari e che invece avrebbe meritato ben altro ma anche questo fa parte di un passato da dimenticare. Catania calcistica ha ora una difficile scommessa da vincere.

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