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Il caldo manda in tilt la Sicilia: blackout elettrici, rubinetti asciutti e l’invito a limitare i condizionatori

Il Dipartimento regionale della Protezione civile ha diramato per i sindaci un avviso di allerta e di consigli. Il titolare di un lido della Plaia attacca l'Enel: "Il sistema non funziona"

Di Redazione |

Il caldo diventa un’emergenza da gestire. Una delle tante in Sicilia. Le temperature elevate, i 40 gradi sono stati superati e altrettanti sono previsti per la prossima settimana, ha portato il Dipartimento regionale della Protezione civile, a firma del responsabile Salvo Cocina, ha diramato un avviso di allerta e di consigli per le forti ondate di calore che stanno colpendo l’isola.

Ai Sindaci dei comuni più colpiti, specialmente quelli con blackout elettrici, è raccomandato di:

1. Attivare COC e i suoi componenti (in particolare servizi essenziali e assistenti sociali) per fornire assistenza alla popolazione bisognosa e per disservizi rete idrica;

2. Predisporre locali climatizzati dove ospitare, anche nelle ore più calde, soggetti fragili e/o più vulnerabili al caldo che non dispongono di abitazioni raffrescate (utilizzare palasport, sale convegni, palestre, parti di ipermercati, sale consiliari, etc)

3. Attivare le associazioni di volontariato per assistere tali soggetti fragili anche con eventuale servizio di trasporto da /per casa.

4. Dare diffusione alla cittadinanza delle norme comportamentali e dei locali raffrescati disponibili.

5. Evitare e adoperarsi per evitare manifestazioni all’aperto nelle ore più calde da rimandare eventualmente alla primissima mattinata o serata.

6. Sensibilizzare la popolazione a limitare uso condizionatori.

7. Mantenere i contatti con le strutture operative per ogni emergenza

8. Informare la sala operativa regionale di PC. SORIS. dell’attivazione del COC, delle misure adottate e di ogni problema.

L’emergenza caldo, già da qualche giorno soprattutto a Catania e provincia, è inoltre aggravata, oltre che dalla mancanza di energia elettrica, anche dalla mancanza di acqua. Anche oggi la Sidra informa che stanno continuando a verificarsi sospensioni di fornitura di energia elettrica sia agli impianti di produzione Sidra che agli impianti di fornitori terzi. Inevitabilmente si stanno registrandofenomeni di mancanza acqua o bassa pressione nell’intero territorio servito da Sidra (Comune di Catania e paesi dell’Hinterland). Ieri sera momenti di tensione nel quartiere catanese di Cibali: alcuni residenti sono scesi in strada a protestare proprio per il perdurare del disservizio energetico e idrico ed è stato necessario l’intervento dei carabinieri per far rientrare la protesta.

La mancanza della luce e dell’acqua sta inoltre provocando non pochi disagi anche a molti commercianti. Il responsabile del complesso turistico Le Palme, lungo viale Kennedy a Catania, Vito Bruno fa sentire la sua voce. “Noi per primi siamo rammaricati per tutti i disagi che devono subire le persone in questo momento, stiamo comunque facendo letteralmente i salti mortali per sopperire alle evidenti mancanze e alle responsabilità di altri. Fortunatamente l’utenza apprezza tutti i nostri sforzi e ogni giorno non manca di dimostrarci la loro gratitudine e il loro sostegno”.

“Ci auguriamo solo che- prosegue Bruno- tutto si risolva in tempi brevissimi perché, fino ad oggi, i danni sono inimmaginabili, tanta merce è da buttare e tante attrezzature sono ormai inservibili. E’ vero che l’emergenza riguarda l’intera città ma è altrettanto innegabile che la situazione qui alla Plaia è ben nota da tempo: le linee di distribuzione e le cabine sono obsolete e il gestore, quando ci sono stati gli aumenti in bolletta, ha prelevato subito gli oneri di distribuzione. Adesso, che bisogna operare con la stessa tempestività, al contrario, si procede con lentezza e non nella misura dovuta, specialmente di fronte a soggetti deboli e in difficoltà”.

“In piena emergenza- continua il responsabile del complesso turistico Le Palme – l’operatore deve prendere misure drastiche, anche commissionando il lavoro ad aziende esterne; tanto i servizi li paghiamo sempre noi utenti nelle bollette. Ci dispiace che gli introiti maggiori, ricavati in passato da Enel, non siano stati destinati per ripristinare il normale stato della rete di distribuzione. Ciò ci sta creando parecchi problemi”. 

Sulla necessità di approntare un tavolo tecnico, con tutti i soggetti interessati, il responsabile del complesso turistico Le Palme ribadisce che “in un momento di emergenza non esistono più i tavoli tecnici, esistono solo le denunce. Ciò nell’interesse del consumatore e della collettività. Dispiace che questi signori non siano stati censurati e si permettono il lusso di giocare con la pelle della gente, e parlo anche di ospedali, della cittadinanza, dell’acqua: tutto questo è di una gravità inaccettabile. Il sistema Enel non funziona. Noi siamo pronti a fare tutto il possibile (e anche l’impossibile) ma ci viene impedito, come ci è stato impedito di fare gli impianti solari. Adesso faremo valere le nostre ragioni, come detto, nelle sedi opportune”. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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