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Il piccolo Leon e il giovane Damiano, ultime vittime innocenti della strada maledetta

La Statale 514 Catania-Ragusa continua a mietere morti e lo svincolo per Vizzini si conferma uno dei punti più pericolosi

Il piccolo Leon e il giovane Damiano, ultime vittime innocenti della strada strada maledetta

VIZZINI - La strada statale Catania-Ragusa continua inesorabilmente a riscuotere il suo tributo di vittime, confermando ancora una volta il macabro appellativo di “strada della morte”. Come abbiamo riportato in un altro articolo a perdere la vita, in un incidente verificatosi ieri pomeriggio, sono stati un bimbo di soli 6 anni, Leon Magro Jandella (di nazionalità svizzera, ma con genitori originari del Siracusano), e il 27enne Damiano Gallo, residente a Francofonte (in provincia di Siracusa). Illese, invece, le altre tre persone coinvolte nel sinistro.

 

Teatro dell'ennesima tragedia è stato anche in questo caso il bivio per Vizzini in contrada Santa Domenica, per il quale ormai è diventato difficile tenere la contabilità degli incidenti, spesso mortali, quasi sempre molto gravi. In un violentissimo impatto, poco dopo le 16 di ieri, sono rimasti coinvolti una Fiat Qubo e una moto Yamaha che in quel momento procedevano in direzioni opposte nel punto esatto in cui la strada statale 194 si innesta nella 514.

 

Secondo le prime ricostruzioni, l'automobile, con a bordo due adulti (un uomo e la sua compagna) e due fratellini originari della Svizzera (figli del guidatore), procedeva in direzione di Ragusa e stava per svoltare sulla sinistra, per proseguire verso Vizzini e raggiungere probabilmente la strada statale Siracusana. Per compiere tale manovra, il conducente deve attraversare la corsia opposta in un punto in cui, a quell'ora del pomeriggio, in piena estate, la visibilità è resa difficoltosa dalla luce del sole, che arriva frontalmente. Forse per questo motivo l'uomo al volante potrebbe non essersi accorto del centauro che dal capoluogo ibleo viaggiava in direzione di quello etneo.

 

La moto ha centrato la vettura come fosse una palla di cannone, tanto da provocarne il ribaltamento sul lato destro. Il contatto è avvenuto sullo sportello del sedile posteriore, sul quale in quel momento era seduta la prima vittima di questa assurda tragedia. Per lui, morto sul colpo, non è stata sufficiente la cintura di sicurezza, che ha invece salvato la vita alle altre tre persone presenti nell'abitacolo, tutte praticamente illese.

 

Non è andata meglio al proprietario della Yamaha, finito sull'asfalto quasi esanime. I sanitari dell'ambulanza “Papa 5” del 118 di Vizzini, giunti subito sul posto, sono riusciti in un primo momento a riaccendere la fiammella della speranza, rianimando il centauro 27enne e affidandolo all'elisoccorso che lo ha quindi trasportato all'ospedale “Cannizzaro” di Catania. Al Trauma Center del capoluogo etneo il giovane è però giunto senza vita a causa delle gravissime ferite riportate in varie parti del corpo. Per lui, nonostante il casco (ma nessun'altra protezione), potrebbe essere stata fatale una frattura alla base cranica. È invece scampato all'incidente un altro centauro, amico della vittima, passato pochi istanti prima della collisione tra i due mezzi.

 

Sul posto, oltre a carabinieri, vigili del fuoco e operai forestali (questi ultimi, di ritorno dal turno di lavoro, hanno in un primo momento regolato alla meglio la viabilità), è giunta anche un'ambulanza da Mineo, al quale è toccato l'ingrato compito di esaminare il cadavere martoriato del bimbo e certificarne il decesso. A rilento fino a sera, durante le operazioni di soccorso, il flusso dei mezzi sul luogo dell'incidente.

 

La tragedia di ieri arriva, in maniera beffarda, all'indomani della Conferenza dei servizi tenutasi a Roma, nella sede del Ministero dei Trasporti, per raccogliere i pareri favorevoli al progetto della nuova autostrada Catania-Ragusa, di cui si parla ormai da oltre quarant'anni. Il nuovo asse viario, in particolare, prevede due svincoli per Vizzini, uno a poche centinaia di metri dal luogo dell'incidente di ieri e un secondo poco più avanti. Proprio ciò che da ormai da decenni, sempre inascoltati, chiedono i vizzinesi e i pendolari che ogni giorno percorrono quella strada maledetta. A loro, oltre che sulla prudenza, non resta che contare anche sulla pazienza per sperare che al cimitero d'asfalto della Catania-Ragusa non si aggiungano altre croci di vittime innocenti.

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