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Lorenzin e Crocetta nei luoghi dell'alluvione. Vertici e conta dei danni per ripartire

«Nessuno sarà solo» scrive il governatore sul suo profilo Fb. Ancora nessuna notizia dei due dispersi a Sciacca e a Letojanni. I danni ingenti all'agricoltura

Lorenzin e Crocetta nei luoghi dell'alluvione. Vertici e conta dei danni per ripartire

Dopo i giorni della pioggia intensa, insieme al sole oggi sono apparsi anche i molteplici danni che il maltempo ha provocato. L'agrigentino, con i comuni di Sciacca e Ribera in testa, e il messinese, le zone della Sicilia orientale più colpite con il drammatico bilancio di due persone disperse: un allevatore di 60 anni di Sciacca, Vincenzo Bono che è stato probabilmente trascinato dall'acqua e dal fango, e un commerciante di Letojanni, Roberto Saccà, 74 anni che ieri era a bordo di un ciclomotore mentre nella zona del messinese imperversava un nubifragio. E mentre le forze dell'ordine stanno cercando di rintracciare i due dispersi, nei luoghi del disastro oggi si sono recati il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, impegnata come gli altri esponenti del governo nella campagna elettorale per il prossimo referendum, e il presidente della Regione Rosario Crocetta. Entrambi hanno partecipato ad una riunione col sindaco di Sciacca, Fabrizio Di Paolo, nel municipio. "A Sciacca, al fianco dei cittadini e degli amministratori. Nessuno sarà solo. Soluzioni per ripartire subito", ha scritto il presidente sul suo profilo Facebook. Il governatore è stato anche a Ribera per rendersi conto della situazione e per manifestare solidarietà alle popolazioni colpite. 

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Al vertice di Ribera ha partecipato anche la parlamentare regionale dei Centristi per la Sicilia, Margherita La Rocca Ruvolo : «Sono ingenti i danni registrati nel nostro territorio a causa del nubifragio di ieri che ha maggiormente colpito Ribera e Sciacca, ma anche i comuni del Belice e altri centri come Cianciana, Bivona, Santo Stefano di Qusquina, Caltabellotta e Calamonaci: strade dissestate, locali allagati, coltivazioni danneggiate, sono i devastanti effetti dell’alluvione che dopo Licata sta mettendo a dura prova anche altre zone dell’agrigentino". «E' indispensabile attivarsi sin da subito per la dichiarazione dello stato di emergenza e poi per il riconoscimento dello stato di calamità - prosegue - è fondamentale in questo momento non lasciare da sole le popolazioni colpite e gli amministratori del territorio». 

Le immagini dell'alluvione, in molti casi si tratta di riprese amatoriali postate sui social network, hanno dato l'idea della violenza della pioggia che ha "inghiottito" strade, provocato voragini, fatto esondare torrenti, provocato la chiusura anticipata dei negozi (come è accaduto a Messina) e mandato in tilt il traffico ferroviario (quello della tratta Taormina- Fiumefreddo) e anche le linee telefoniche in tilt. Oggi si contano i danni soprattutto all'agricoltura stimati, da Coldiretti, in una riduzione del 50% del raccolto degli agrumi. Anche il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, si è tenuto in contatto con l’assessore regionale all’Agricoltura Antonino Cracolici per capire e valutare i danni causati dal maltempo e gli eventuali strumenti necessari agli agricoltori e agli allevatori del territorio colpiti.

«Mi sono sentito con i sindaci delle zone colpite dai nubifragi nella provincia di Agrigento e nella provincia di Messina e ho predisposto alcuni interventi con gli uomini e i mezzi dell’Esa» ha dichiarato a sua volta l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici. «Gli ispettori provinciali dell’Assessorato Agricoltura - ha aggiunto - sono già a lavoro per quantificare i danni causati dalle ultime precipitazioni al sistema agricolo regionale. Così come gli ispettorati forestali dello sviluppo rurale, sono stati messi a disposizione dei comuni per operare nelle aree interessate». 

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