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A Palermo passerelle blindate e polemiche per D&G

Il grande evento di moda allestito tra il capoluogo e Monreale dai due stilisti, sta creando entusiasmi ma anche malumori per quella che viene definita soltanto "un'operazione di marketing»

A Palermo passerelle blindate e polemiche per D&G

PALERMO - Con i suoi palazzi storici, i monumenti e il percorso arabo-normanno Palermo diventa la passerella dell’alta moda internazionale. Una città aperta per top model e vip (girano tanti nomi dello spettacolo tutti regolarmente smentiti), ma blindata per tutti gli altri, con l'immancabile strascico di polemiche. La città si appresta a vivere da domani a domenica 9 luglio il Grande Evento organizzato da Dolce&Gabbana. Con un enorme spiegamento di forze e di risorse. Anche Monreale, tra divieti e accessi proibiti, aprirà alle sfilate la sua preziosa piazza e il dedalo di stradine che circondano la cattedrale arabo-normanna.


I due stilisti sono già a Palermo da lunedì. Lo yacht di Stefano Gabbana, «Regina d’Italia», un’imbarcazione di "appena" 50 metri, è attraccato a Marina di Villa Igiea nello scenario da sogno che circondava la reggia della famiglia Florio. Decine gli alberghi prenotati che ospiteranno 111 modelle, 118 modelli, 50 giornalisti internazionali e 450 personaggi tra cui uno stuolo di grandi segretissimi nomi dello spettacolo. Le indiscrezioni si divertono a suggerirne alcuni come Robert De Niro, Brad Pitt, Madonna. E l’organizzazione è pronta a smentirli e a tenere sigillato l’elenco dei vip invitati tra i quali si aggirerà, si dice, una troupe del regista Giuseppe Tornatore.


Tutto è organizzato secondo le regole di un’operazione di marketing che serve a lanciare le collezioni del celebre marchio. Per Domenico Dolce è un grande ritorno alle origini perché proprio da qui, lui che è nato a Polizzi Generosa nelle Madonie, prese il volo la sua avventura nel mondo dell’alta moda. E qui cerca di riprendere le suggestioni forti della Sicilia, tra mercati popolari e palazzi aristocratici. E proprio dai saloni di palazzo Ganci, che si sono aperti alla regina Elisabetta dopo che Luchino Visconti vi ambientò la celebre scena del ballo del Gattopardo con Burt Lancaster e Claudia Cardinale, si parte con una sfilata di alta gioielleria donna. Seguirà una esclusiva cena di gala nella vicina Galleria d’arte. Arte e moda si ritroveranno ancora a palazzo Mazzarino, a piazza Pretoria e alla tonnara Florio, mentre la piazza davanti al Duomo di Monreale sarà interdetta, oltre che ai curiosi, anche ai residenti per la cifra di 12 mila euro versati al Comune e altri «donativi» ai locali del centro storico. Una scelta che ha fatto storcere il naso a diversi abitanti della cittadina normanna. In tanti hanno postato commenti salaci e critiche sui social per una "occupazione" senza limiti.


Non manca anche la polemica politica. Nei pezzi dei due stilisti saranno molti i richiami alle atmosfere e ai simboli della Sicilia tranne che alla questione mafiosa, come sottolinea Michele Anzaldi parlamentare palermitano del Pd. Il sindaco Leoluca Orlando si dice invece grato alla «sensibilità» di Dolce e Gabbana per avere scelto Palermo come palcoscenico delle sfilate. Ma sono diversi a polemizzare sulla catena dei divieti e su un preteso «sfruttamento» degli stereotipi della Sicilia per una operazione di puro marketing. 

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