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Università, a Catania è già corsa per il Rettorato: in campo anche “il candidato di Medicina” Veroux

Tre finora i candidati certi, con un quarto ancora in forse

Di Mario Barresi |

La discesa in campo, finora un segreto riservato a pochi intimi, s’è materializzata qualche giorno fa. Prima con due fogli su carta intestata di Chirurgia generale, entrambi con firma digitale in calce, indirizzati il primo agli altri direttori di Medicina e il secondo a docenti, rappresentanti degli studenti e personale del proprio dipartimento. Il mittente è Pierfrancesco Veroux. E l’oggetto non lascia spazio a interpretazioni: «Candidatura per le elezioni del Rettore: condivisione e opportunità».

Un invito per «condividere prioritariamente» la corsa, in un’assemblea di dipartimento che s’è svolta lo scorso 5 giugno nell’aula magna dell’edificio 13 del Policlinico: «Ritengo che una scelta delicata ed impegnativa per l’Area Medica non possa prescindere dalla Vostra presenza». Veroux, dunque, rompe gli indugi. E, a un anno dall’elezione del rettore di Catania, si propone come «candidato di Medicina», con una chiamata alle armi per i dipartimenti dell’ex facoltà che ha (quasi) sempre deciso, o almeno indirizzato, i destini del Siculorum Gymnasium.

Considerazioni a margine. La prima è che, con Enrico Foti (docente del Dipartimento di Ingegneria civile e Architettura, già più volte in lizza) e Ida Nicotra (Giurisprudenza) già ampiamente in campagna elettorale, quello di Veroux è il terzo pezzo grosso del toto-nomi rivelato da La Sicilia già lo scorso 24 gennaio. Resta in forse Alberto Fichera, potenziale outsider di Ingegneria. Chi, negli ambienti accademici, parlò di «chiacchiericcio inutile» o di «pettegolezzi prematuri», magari dovrà ammettere che la lunga campagna elettorale è già cominciata da un bel po’. Seconda riflessione: la tempistica della «condivisione» di Veruox è stata letta – nelle stanze della Cittadella, ma soprattutto a Piazza Università – come un chiaro “taglia fuori” di Giovanni La Via. Proprio negli ultimi giorni della campagna elettorale per le Europee, nella quale l’ex direttore generale dimissionario era impegnato con Marco Falcone, l’uscita allo scoperto di un candidato che pesca potenzialmente dalla stessa area, è un chiaro segnale: La Via (in tutt’altra faccende affaccendato anche ora, visto che è fra i nomi del rimpasto nella giunta regionale) è fuori gioco. Non sarà il docente di Agraria (né, a questo punto, l’ex prorettrice Alessandra Gentile, collega del Di3A), dunque, a rappresentare gran parte del blocco che cinque anni fa ha eletto Francesco Priolo. E qui si arriva alla terza considerazione: Veroux, al di là della terzietà che sarà ostentata dall’entourage dell’attuale rettore, si propone come candidato di continuità. Delegato per la Sanità, è molto stimato da Priolo. E anche dalla prorettrice Francesca Longo, in ottimi rapporti con Veroux, ora osservata speciale per capire le mosse di Priolo.

da sinistra Ida Nicotra, Pierfrancesco Veroux, Enrico Foti

Ma c’è più d’un ma. Il primo riguarda proprio Medicina. Che, a sentire i più influenti colleghi di Veroux, non avrebbe reagito con una standing ovation alla richiesta di «condivisione» dell’aspirante rettore. Il quale, nel suo sobrio discorso in assemblea, ha stuzzicato l’orgoglio di appartenenza dell’«ultima scuola di Medicina d’Italia», che ha subito l’onta delle dimissioni di Francesco Basile, nel 2019, coinvolto nell’inchiesta “Università Bandita”. Con quale risultato? «Non plebiscitario», sussurrano i più maliziosi. Anche perché gli altri due competitor sembrano piuttosto radicati fra i camici bianchi: soprattutto Nicotra, ma anche Foti. Il secondo dubbio è sulla posizione del dipartimento più numeroso in quanto a grandi elettori: il Disum. La direttrice Marina Paino, forse l’unica candidatura che per il profilo e il seguito nella gauche universitaria sarebbe nelle condizioni di stravolgere gli equilibri fin qui consolidati, sarà costretta a schierarsi (magari proprio con Veroux, come sostiene qualcuno) o continuerà la vigile attesa dell’evoluzione del processo in cui è imputata, nel capo che coinvolge anche l’ex sindaco Enzo Bianco, per l’assegnazione della cattedra a Orazio Licandro? I tempi tecnici in teoria ci sono tutti: l’elezione del rettore sarà la prossima estate, la sentenza arriverà entro il 2024. Ma, visti gli scatti di Foti, Nicotra e adesso Veroux, i giochi potrebbero essere già fatti. Anche perché, negli ultimi giorni, il livello di pressione dei tre candidati in campo, in taluni casi, è salito già a livelli da stalking.

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