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In Pescheria a Catania si tenta di mettere ordine per far decollare gli affari

Incontro in Municipio con gli operatori che lamentano una crisi dovuta a diversi fattori

In Pescheria a Catania si tenta di mettere ordine per far decollare gli affari

Catania - Lo storico mercato della Pescheria va riordinato e rilanciato con misure condivise e sostenibili, perché la città non può permettersi di perdere la fonte di reddito già messa a rischio dalla crisi di altre duecento famiglie; e perché tra quei banconi e quei colori, sullo sfondo della fontana dell’Amenano e del barocco del “salotto”, c’è davvero qualcosa che ha la capacità di affascinare i turisti, e magari gli stessi catanesi, che rappresenta un elemento di identità e unicità del centro storico. Diversa cosa è il tanfo emanato dai resti del pesce lasciati a marcire tra una basola e l’altra, o i rifiuti mischiati e accumulati anch’essi come capita, destinati fino a oggi quasi tutti alla discarica, perché il riciclo di imballaggi, carta e plastica sporchi e “aromatizzati” al pesce è impossibile.

I problemi da affrontare sono anche altri, dall’abusivismo che resta una zona d’ombra senza regole, alla Pescheria come in piazza Carlo Alberto, alla viabilità e ai collegamenti dei bus tra quartieri e mercato. Di tutto questo si è discusso ieri a Palazzo degli Elefanti, nell’ambito di un confronto riavviato e però mai stato facile tra Amministrazione e rappresentanti degli operatori.

Partendo da un presupposto, e cioé che su regole e leggi non possono esserci deroghe. E una di queste, a proposito di rifiuti - confermata dalle verifiche della direzione Ecologia - sancisce che i resti del pesce non possono andare nella differenziata, perché sono rifiuti speciali che vanno ritirati e poi bruciati da un’impresa specializzata, con cui gli operatori devono convenzionarsi. «Questo dice la legge e dobbiamo attenerci - dice l’assessore all’Ecologia Fabio Cantarella - ma abbiamo anche appurato che i costi sono davvero bassi, intorno ai 10 euro al mese, e gli operatori non in regola potranno unirsi agli altri già in convenzione con questa impresa, mentre la Dusty non può trattare i resti del pesce, ma controllerà ogni fase della raccolta, già è iniziata la distribuzione dei sacchetti per l’umido di frutta e verdura e la distribuzione dei bidoni, il sistema sarà uguale a quello che sta funzionando alla Fiera, con una differenziata dell’umido che ha superato gli 11mila chili al giorno, anche se resta il problema di ciò che lasciano gli abusivi».

In Pescheria si parte da zero, e l’impresa si preannuncia ancora più ardua. «C’è tanto da lavorare per il mercato storico del pesce che deve essere rivalutato e deve rientrare in un percorso di legalità - ha detto l’assessore alle Attività produttive Ludovico Balsamo - per questo stiamo lavorando su diversi fronti, dai rifiuti al contrasto all’abusivismo fino alla viabilità, i collegamenti dei bus, la segnaletica e lo scarico merci, si è parlato anche di via Dusmet, ma per quello servono una serie di misure». «Devo dire che questa Amministrazione e l’assessore Balsamo ci stanno ascoltando - ha detto il presidente del comitato storico Pescheria Nino Bonaccorso - è giusto che si faccia la differenziata, chiediamo anche misure per la viabilità e più bus».

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