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Il sottomarino indonesiano è affondato con 53 marinai a bordo

Di Redazione
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Per ora sono stati ritrovati solo un pezzo di un siluro, una bottiglia di grasso usato per lubrificare il telescopio e un tappeto per la preghiera. Pochi oggetti che però bastano a raccontare con sufficiente certezza l'epilogo tragico del sottomarino indonesiano scomparso mercoledì al largo della costa di Bali, con 53 persone a bordo. "Con prove autentiche che si ritiene provengano dal KRI Nanggala 402, abbiamo cambiato lo status da scomparso ad affondato», ha dichiarato l’ammiraglio capo della Marina Yudo Margono, aggiungendo che proseguono le ricerche, anche se «servirebbe un miracolo per trovare qualche sopravvissuto».
C'erano compartimenti che possono essere isolati nel mezzo a motore diesel di fabbricazione tedesca, 59 metri e mezzo di lunghezza per quasi 1.400 tonnellate di peso, in dotazione alle forze indonesiane dal 1981 e rinnovato in Corea del Sud fra il 2010 e il 2012. «Se si è crepato nella parte anteriore e il personale è riuscito a chiudere quei compartimenti, è possibile che l’acqua non sia entrata», ha spiegato Margono, assicurando che è pronta l’evacuazione medica per gli eventuali superstiti. Il presidente indonesiano Joko Widodo ha ordinato ogni sforzo possibile invitando i suoi connazionali a pregare per i marinai e le loro famiglie. Con ogni probabilità, però, le speranze sono svanite assieme alle scorte di ossigeno, sufficienti per tre giorni. Dovrebbero essersi esaurite la scorsa notte, sempre che sia rimasta intatta l’imbarcazione, scomparsa dai radar nelle prime ore di mercoledì, mentre faceva una manovra di immersione durante un’esercitazione.
Le ricerche si sono concentrate in un’area di circa 34 chilometri quadrati, con una ventina di navi impegnate ed elicotteri. In aiuto all’Indonesia sono intervenuti Singapore, Malesia, Stati Uniti e da venerdì anche una fregata australiana specializzata nelle indagini sott'acqua. Solo quei pochi oggetti sono stati rinvenuti, in un raggio di 16 chilometri da cui non sono passate altre imbarcazioni.
Le autorità indonesiane hanno definito in buone condizioni il KRI Nanggala 402, uno dei cinque sottomarini della flotta nazionale. In base al magnetometro, a un ecoscandaglio multi fascio e ad altri strumenti di rilevazione, la Marina ritiene che sia affondato a una profondità di 850 metri, ben oltre la sua capacità operativa e il punto di collasso, fissato a 500 metri. L’ipotesi è che un blackout abbia impedito di avviare la procedura di emergenza per riemergere, e si è inabissato finché la pressione ha spaccato la corazza, a circa 3,2 chilometri da dove aveva iniziato a immergersi, e dove è stato avvistata una macchia di gasolio, forse il risultato di un danneggiamento al serbatoio.
«Abbiamo ritrovato oggetti che erano installati all’interno, significa che ci sono state enormi crepe - ha spiegato Margono -. Se ci fosse stata un’esplosione l’avremmo avvertita con il sonar». Se verrà confermata la posizione del KRI Nanggala 402, verrà impiegato un sommergibile comandato a distanza, in dotazione alla nave di Singapore MV Swift Rescue, che può raggiungere una profondità di mille metri.
Intanto restano sconosciute le cause di questo nuovo disastro in mare. Nel passato, fra i più gravi incidenti simili c'è quello del Kursk, orgoglio della flotta russa che affondò nel 2000 con un equipaggio di 118 persone. Nel 2003 un incidente è stato letale per i 70 marinai cinesi di un sottomarino di classe Ming. Cinque anni più tardi, su uno russo, 20 sono stati uccisi da un gas velenoso perché era stato erroneamente attivato il sistema antincendio durante un test nel Mare del Giappone. Ed è servito un anno a rintracciare i rottami di un sottomarino argentino scomparso nel 2017 con 44 uomini a bordo. (ANSA).
Dopo tre giorni è finito l’ossigeno, ritrovati solo dei resti (di Paolo Cappelleri)
(ANSA) - ROMA, 24 APR - Per ora sono stati ritrovati solo un pezzo di un siluro, una bottiglia di grasso usato per lubrificare il telescopio e un tappeto per la preghiera. Pochi oggetti che però bastano a raccontare con sufficiente certezza l'epilogo tragico del sottomarino indonesiano scomparso mercoledì al largo della costa di Bali, con 53 persone a bordo. "Con prove autentiche che si ritiene provengano dal KRI Nanggala 402, abbiamo cambiato lo status da scomparso ad affondato», ha dichiarato l’ammiraglio capo della Marina Yudo Margono, aggiungendo che proseguono le ricerche, anche se «servirebbe un miracolo per trovare qualche sopravvissuto».
C'erano compartimenti che possono essere isolati nel mezzo a motore diesel di fabbricazione tedesca, 59 metri e mezzo di lunghezza per quasi 1.400 tonnellate di peso, in dotazione alle forze indonesiane dal 1981 e rinnovato in Corea del Sud fra il 2010 e il 2012. «Se si è crepato nella parte anteriore e il personale è riuscito a chiudere quei compartimenti, è possibile che l’acqua non sia entrata», ha spiegato Margono, assicurando che è pronta l’evacuazione medica per gli eventuali superstiti. Il presidente indonesiano Joko Widodo ha ordinato ogni sforzo possibile invitando i suoi connazionali a pregare per i marinai e le loro famiglie. Con ogni probabilità, però, le speranze sono svanite assieme alle scorte di ossigeno, sufficienti per tre giorni. Dovrebbero essersi esaurite la scorsa notte, sempre che sia rimasta intatta l’imbarcazione, scomparsa dai radar nelle prime ore di mercoledì, mentre faceva una manovra di immersione durante un’esercitazione.
Le ricerche si sono concentrate in un’area di circa 34 chilometri quadrati, con una ventina di navi impegnate ed elicotteri. In aiuto all’Indonesia sono intervenuti Singapore, Malesia, Stati Uniti e da venerdì anche una fregata australiana specializzata nelle indagini sott'acqua. Solo quei pochi oggetti sono stati rinvenuti, in un raggio di 16 chilometri da cui non sono passate altre imbarcazioni.
Le autorità indonesiane hanno definito in buone condizioni il KRI Nanggala 402, uno dei cinque sottomarini della flotta nazionale. In base al magnetometro, a un ecoscandaglio multi fascio e ad altri strumenti di rilevazione, la Marina ritiene che sia affondato a una profondità di 850 metri, ben oltre la sua capacità operativa e il punto di collasso, fissato a 500 metri. L’ipotesi è che un blackout abbia impedito di avviare la procedura di emergenza per riemergere, e si è inabissato finché la pressione ha spaccato la corazza, a circa 3,2 chilometri da dove aveva iniziato a immergersi, e dove è stato avvistata una macchia di gasolio, forse il risultato di un danneggiamento al serbatoio.
«Abbiamo ritrovato oggetti che erano installati all’interno, significa che ci sono state enormi crepe - ha spiegato Margono -. Se ci fosse stata un’esplosione l’avremmo avvertita con il sonar». Se verrà confermata la posizione del KRI Nanggala 402, verrà impiegato un sommergibile comandato a distanza, in dotazione alla nave di Singapore MV Swift Rescue, che può raggiungere una profondità di mille metri.
Intanto restano sconosciute le cause di questo nuovo disastro in mare. Nel passato, fra i più gravi incidenti simili c'è quello del Kursk, orgoglio della flotta russa che affondò nel 2000 con un equipaggio di 118 persone. Nel 2003 un incidente è stato letale per i 70 marinai cinesi di un sottomarino di classe Ming. Cinque anni più tardi, su uno russo, 20 sono stati uccisi da un gas velenoso perché era stato erroneamente attivato il sistema antincendio durante un test nel Mare del Giappone. Ed è servito un anno a rintracciare i rottami di un sottomarino argentino scomparso nel 2017 con 44 uomini a bordo.

(Video Askanews)

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